martedì 11 giugno 2024

Il Francese e la Dyslexie (accenti e vecchi merletti...)



Come abbiamo già raccontato, imparare l'inglese scritto può essere molto "complicato" per un dislessico, per la distanza tra la forma scritta e quella parlata.
Se per l'inglese è un problema, anche il francese si batte bene.
Oggi vediamo quali sono le 10 principali sfide per i dislessici quando imparano il francese.

 

Imparare una nuova lingua può essere un’avventura entusiasmante, ma per le persone affette da dislessia può presentare sfide uniche.
Il francese, con la sua ricca storia e l'ortografia complessa, può essere particolarmente difficile.
Ecco i dieci punti più critici che i dislessici possono incontrare:


1) Corrispondenza grafema-fonema: il francese ha diversi grafemi per lo stesso suono, il che può confondere coloro che hanno difficoltà con la corrispondenza grafema-fonema.


2) le Omofonie, ovvero i suoni uguali con significato diverso. 

In francese, per evitare equivoci almeno nella forma scritta, molte omofonie hanno scritture arbitrariamente diverse; parole come “ver” (verme), “vert” (verde) e “verre” (vetro) vengono pronunciate allo stesso modo ma hanno significati diversi, creando potenziali barriere alla comprensione.

Ad esempio gli omofoni "Conte, e contare" sono stati differenziati rifacendosi alle radici latine:
Quindi Conte, che deriva dal latino "Comites" è diventato "Comte", mentre per contare, rifacendosi a "computare", è diventato Compter, anche se quella "p" non viene mai pronunciata.

Quindi "il Conte di Foix conta le tasse" conte e conta si scrivono in modo diverso ma si pronunciano esattamente allo stesso modo

"Le Comte de Foix compte les impôts"


3) Collegamento e sequenza: Le "liaisons" queste regole fonetiche possono rendere difficile per i dislessici distinguere dove finisce una parola e ne inizia un'altra.
 

4) Coniugazioni dei verbi: il francese ha molte forme verbali irregolari che devono essere memorizzate,
il che può essere difficile per chi ha problemi di memoria a breve termine.
 

5) Genere e numero: l'accordo in genere e numero tra nomi, aggettivi e articoli può creare confusione.
Aggiungiamo che molte parole che in francese sono al femminile, in italiano sono maschili, e viceversa.


6) Pronuncia: alcuni suoni francesi non esistono in altre lingue e può essere difficile pronunciarli correttamente.
 

7) Lettere silenziose: le lettere non dette alla fine delle parole possono essere fuorvianti durante la lettura e la scrittura.
 

8) Regole ortografiche complesse: regole come l'uso degli accenti e delle doppie consonanti possono essere difficili da ricordare e seguire.
 

9) Struttura della frase: la sintassi francese può differire significativamente da quella della lingua madre del dislessico, richiedendo uno sforzo maggiore per costruire frasi corrette.


Qui vale per tutte le lingue straniere con cui si combatte

10) Ansia e stress: la pressione di dover leggere e scrivere in una lingua straniera può aumentare l’ansia, influenzando negativamente l’apprendimento.

 

La mia esperienza diretta nei paesi ex colonie della Francia, come Senegal e Tunisia, mi hanno poi fatto capire quanto questi problemi si esasperino quando chi studia è di madrelingua araba o di una qualche lingua africana, comunque lontana dalle lingue latine e che usano un alfabeto latino


Per superare queste sfide, è essenziale che i formatori adottino strategie didattiche inclusive e personalizzate che tengano conto delle esigenze individuali degli studenti e degli adulti con dislessia.

L’utilizzo di supporti visivi, giochi di ruolo e tecnologie assistive può facilitare l’apprendimento e rendere l’esperienza più positiva e arricchente. 


Soprattutto serve molta comprensione ed aver chiaro che il problema non è di "cattiva volontà".

Ogni commento o esperienza sono benvenuti.

Massimo

FormazioneDislessia.it


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