lunedì 26 agosto 2024

AI ( Intelligenza artificiale) Aziende e Dislessia: prime crepe nel soffitto di cristallo

Qualcosa comincia a muoversi:

https://www.axa-im.it/ricerca/investment-institute/trend-futuri/tecnologia/ia-piu-talenti-neurodiversi-le-aziende

 


Entro il 2027, il 25% delle aziende Fortune 500,
la lista delle maggiori aziende Usa per fatturato
realizzata annualmente dalla rivista Fortune,
recluterà attivamente persone con abilità neurodivergenti
(caratterizzazione che include autismo,
sindrome da deficit di attenzione o Adhd,
e dislessia)
per migliorare le prestazioni aziendali.  
Andate al link per leggere l'articolo completo.

È anche un buon punto di partenza per rivedere le bucce.

Molti preconcetti, molte "credenze" in legno massello,
che durano da secoli, sono ora scardinate dall'avvento dell'Intelligenza Artificiale
e da questo nuovo modo di approcciare i problemi.

Vale molto anche per il ruolo dei formatori...
Ma ne parleremo più avanti.

Buona fine estate

Massimo

FormazioneDislessia.it

giovedì 1 agosto 2024

FormazioneDislessia : doppio sbarco su Reddit

La nostra opinione sulla presenza sui social l'abbiamo già espressa qui, e qui.

In questi giorni Antonio, il nostro Social Media Manager e futuro papà, 

ci ha convinti a sbarcare su Reddit, 

dove in italiano le voci ( anzi, i sub/reddit) sulla dislessia erano assenti:

Quindi eccoci qua: 



Abbiamo deciso il doppio presidio,
se ci riusciremo,
per creare spazi diversi
dove dare spazio ad esigenze ed istanze diverse.


A voler fare i "saputelli",  diciamo che abbiamo creato uno spazio B2B, e uno spazio B2C.

Mentre nel B2B, ovvero r/FormazioneDislessia,
vogliamo ospitare e dare voce alle istanze della formazione,

lo spazio B2C, r/Dislessia,
vuol essere uno spazio inclusivo e aperto a qualsiasi contributo.

Per il momento sono spazi vuoti, dei quali stiamo costruendo le regole e l'architettura,

ma presto diventeranno un'altra piazza di incontri e un nido per la comunità.

Ne parleremo nei prossimi incontri

intanto, in bocca al lupo a tutti e buona estate !

Massimo 


FormazioneDislessia.it

martedì 16 luglio 2024

La Dislessia e il Turismo: La normativa c'è, ma non si vede !

La Dislessia e il Turismo: la normativa c'è, ma non si vede!

Guide Turistiche al servizio delle persone con DSA e Dislessia

La legge n. 190 del 13 dicembre 2023, recante la disciplina della professione di guida turistica, stabilisce i criteri e le condizioni per l'esercizio della professione di guida turistica, fissando a tal fine principi fondamentali e uniformi su tutto il territorio nazionale.

L'articolo 2, comma 3, punto C, recita :

3. La visita guidata, oggetto dell'attività di cui al comma 2, ha il fine di:
a) evidenziare...
b) valorizzare, tutelare e trasmettere la conoscenza, ...

c) garantire la qualità delle prestazioni rese ai fruitori del servizio, comprese le persone con disabilità, nel rispetto delle leggi vigenti e della sicurezza del visitatore.

Nelle disabilità, ormai da qualche anno, sono inclusi anche i DSA e la Dislessia, non solo i problemi fisici di mobilità.

Questa nuova normativa impone alle guide turistiche (anche se molte non lo sanno ancora)  di essere pronte ad assistere le persone con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA), inclusa la dislessia. 

Questa importante iniziativa mira a promuovere l'inclusione e l'accessibilità nel settore del turismo, garantendo che tutti i visitatori possano godere appieno delle esperienze culturali e storiche offerte dal nostro paese.

La normativa richiederà alle guide di seguire specifici programmi di formazione per acquisire competenze nelle tecniche di comunicazione adattive e nell'utilizzo di strumenti di supporto come app di lettura e audioguide. 

L'obiettivo è quello di creare un ambiente turistico più accogliente e comprensivo, dove ogni visitatore, indipendentemente dalle proprie difficoltà di apprendimento, possa sentirsi valorizzato e coinvolto.

Questa mossa rappresenta un passo avanti significativo verso un turismo più inclusivo e sostenibile, capace di abbracciare la diversità e di migliorare l'esperienza turistica per tutti. 


Cosa fare ?

Inclusione nel Turismo: Oltre le Barriere Fisiche e Cognitive

Non ci stancheremo di ripetere che l'inclusione nel turismo non si limita solo all'eliminazione delle barriere fisiche, ma comprende anche la necessità di rendere le esperienze culturali accessibili a tutte le persone, indipendentemente dalle loro abilità. 

In questo contesto, è importante considerare non solo le difficoltà affrontate dalle persone con disabilità fisiche, ma anche quelle con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA), e soprattutto il problema della Dislessia.


Le persone con DSA e soprattutto Dislessia affrontano difficoltà legate principalmente alla fruizione delle informazioni scritte. 

Nei musei e nei siti culturali, le informazioni sono spesso presentate in modo che non risponde alle loro esigenze:

- ** Innanzitutto, e non mi ci dilungo, nella cultura, dai musei fino alle tesi di laurea, l'utilizzo del giustificato e l'assenza di un'interlinea decente imperano, ancora una volta senza alcuna giustificazione se non di autogratificazione estetica dell'autore;

SE NON SERVE, NON USATE IL GIUSTIFICATO !   #inGiustificato! **

- **Testi Lunghi e Complessi: (come questo qui sotto, che è uno dei mille esempi)**

Pannelli informativi e descrizioni lunghe possono essere difficili da leggere e comprendere.


- **Mancanza di Supporti Audio:**
Senza alternative come audioguide, le persone con dislessia possono avere difficoltà a seguire le spiegazioni.


- **Scarso Uso di Immagini e Grafici:**
La dipendenza esclusiva dal testo scritto limita l'accessibilità delle informazioni.


- **Assenza di Font Adatti:**
L'uso di caratteri non adatti può rendere la lettura ancora più difficile.
 

 Per le Barriere Cognitive servirebbero:


- **Audioguide e App di Supporto:**
Offrire informazioni audio per consentire un accesso più facile ai contenuti.


- **Uso di Immagini e Video:**
Integrare materiali visivi che possano aiutare nella comprensione.


- **Font Accessibili:**
Utilizzare caratteri tipografici adatti ai dislessici, come il font OpenDyslexic.


- **Pannelli Informativi Sintetici:**
Creare descrizioni brevi e chiare, eventualmente corredate da riassunti visivi.


Un turismo veramente inclusivo deve considerare le esigenze di tutti i visitatori, abbattendo le barriere fisiche e cognitive. 

La nuova normativa italiana che richiede alle guide turistiche di essere pronte per assistere le persone con DSA e dislessia rappresenta un passo significativo in questa direzione. 

È cruciale che il settore del turismo continui ad evolvere, adottando soluzioni innovative che rendano la cultura e le esperienze turistiche accessibili a tutti. 

Questo non solo migliora la qualità della vita delle persone con disabilità, ma arricchisce anche l'intera società, promuovendo valori di inclusione e rispetto per la diversità.

La domanda rimane la stessa, ogni volta: 

Come formare i formatori per questa nuova sfida ?

 

Ogni suggerimento è benvenuto.

 

Massimo 

FormazioneDislessia.it


giovedì 4 luglio 2024

I microscopi e il grandangolo

Dopo Mission & Vision, è importante anche ricordare cosa non siamo.

Noi  non siamo :

x > Formatori

x > Medici

x > Psicologi

x > Insegnanti 

x > Sociologi

Noi non siamo niente di tutto questo;
vogliamo essere il collegamento tra tutte queste professionalità,
senza pretendere di avere competenze specifiche
che richiedono un'intera vita dedicata a quell'universo.

In un mondo sempre più olistico ed interconnesso puntiamo ad essere il collante tra queste professionalità, 

per permettere ad ogni singolo dettaglio specialistico e specializzato
di capire qual è il senso del quadro generale.

Soprattutto vogliamo ricordare qual è l'obiettivo comune:
l'inclusione di persone concrete
in una società e in un mondo lavorativo
che da questa inclusione può solo trarre grandi benefici.




Vogliamo essere un grandangolo,
 
in un mondo di microscopi.


 

Lo spieghiamo nel "Discorso sul Metodo",
nella pagina di apertura del sito.

Ne riporto una parte :

 

"Trasversale come la Dislessia, questo sito è rivolto a formatori e docenti di tutte le discipline didattiche, scientifiche, tecniche ed umanistiche, ciascuno già fornito di un proprio vocabolario tecnico legato alla disciplina di cui è docente ed esperto;
obiettivo del sito è mettere a disposizione di tutti degli strumenti condivisi per poter lavorare in modo efficace in questo percorso comune."

Ogni disciplina ha il suo linguaggio tecnico, che spesso la rende inaccessibile ai non specialisti e si trasforma nel primo ostacolo alla divulgazione di risultati talvolta straordinari;

in questo sito abbiamo scelto di tenerci lontani dai tecnicismi di ogni singola specializzazione
per privilegiare l’efficacia della comunicazione,
 

rivolgendoci ai formatori con un linguaggio che permetta
l’approccio alle tematiche dell'inclusione
della dislessia e dei portatori di DSA
da qualsiasi percorso di studi si provenga,
rimuovendo per quanto possibile gli ostacoli dati dalla specializzazione del linguaggio tecnico
e cercando di rendere questo approccio accessibile.

"Noi la chiamiamo "Ortodidassi" 

e crediamo sia l'unico modo 

per provare a diventare, 

presto o tardi, una comunità."

 

Ancora una volta, ogni commento è benvenuto.

Massimo 

 

FormazioneDislessia.it

giovedì 27 giugno 2024

Rifacciamo il punto: Vision & Mission.

 

Rifacciamo il punto:  Mission & Vision.

Un'abitudine che non intendo perdere è quella di fare il punto della situazione, almeno un paio di volte l'anno.

Come il momento del budget ad inizio e a metà anno nelle aziende, per essere certi di non perdere la rotta.

Rivedere Mission e Vision, già spiegate sul sito (formazionedislessia.it), per chiarirle a tutti, a partire da  me stesso.


Quindi, ancora una volta, partiamo dall'inizio.

Benvenuti sul Blog di FormazioneDislessia.it:

uno strumento per i Formatori per imparare a gestire l’inclusione dei Dislessici nel mondo del lavoro !

 

Introduzione: Benvenuti nel nostro spazio dedicato alla formazione, un luogo dove l’inclusione non è solo una parola di moda, ma una missione che portiamo avanti con passione e dedizione. 

 

Questo blog nasce dalla volontà di creare un ponte tra il mondo della formazione dedicata ai portatori di DSA, e quello del lavoro, con un focus particolare sulle persone adulte con dislessia.

Mission: La nostra "mission" è semplice ma potente: fornire ai Formatori, a tutti i formatori aziendali, di qualsiasi ambito, le conoscenze e gli strumenti necessari per facilitare l’integrazione lavorativa degli adulti con dislessia, una diversità trasversale a tutte le professioni e a tutte le aziende. 

Prima che un "lavoro" è una convinzione profonda:
Siamo certi che ogni individuo abbia il diritto di esprimere il proprio potenziale, indipendentemente dalle sfide che può incontrare in percorsi di apprendimento che le nostre società hanno legato al segno grafico, alla scrittura.

Vision: Immaginiamo un ambiente lavorativo dove la diversità è vista come una risorsa,
non come un ostacolo.
Dove le strategie didattiche sono adattate per accogliere ogni stile di apprendimento e dove la tecnologia assistiva è facilmente accessibile per chiunque ne abbia bisogno.

I Temi Principali:

  • Strategie Didattiche: Esploreremo metodi innovativi e collaudati per insegnare efficacemente agli adulti con dislessia.
  • Tecnologie Assistive: Discuteremo le ultime novità in termini di strumenti e software che possono aiutare i dislessici nel loro lavoro quotidiano.
  • Storie di Successo: Condivideremo le testimonianze di coloro che hanno superato le barriere della dislessia e hanno trovato il loro posto nel mondo del lavoro.
  • Legislazione e Diritti: Analizzeremo le leggi attuali e come queste influenzano la vita lavorativa dei dislessici.
  • Gestione della Diversità: Rifletteremo su come le aziende possono diventare più inclusive e quali politiche possono adottare per promuovere l’uguaglianza.

Conclusione: Questo blog è più di una semplice raccolta di articoli; è una comunità, un punto di incontro per chi cerca di fare la differenza.
Vi invitiamo a unirvi a noi in questo viaggio, a condividere le vostre esperienze
e a imparare insieme come rendere il nostro ambiente lavorativo un luogo migliore per tutti.

 

Ogni commento è, come sempre, benvenuto !

 

Massimo

FormazioneDislessia.it

martedì 11 giugno 2024

Il Francese e la Dyslexie (accenti e vecchi merletti...)



Come abbiamo già raccontato, imparare l'inglese scritto può essere molto "complicato" per un dislessico, per la distanza tra la forma scritta e quella parlata.
Se per l'inglese è un problema, anche il francese si batte bene.
Oggi vediamo quali sono le 10 principali sfide per i dislessici quando imparano il francese.

 

Imparare una nuova lingua può essere un’avventura entusiasmante, ma per le persone affette da dislessia può presentare sfide uniche.
Il francese, con la sua ricca storia e l'ortografia complessa, può essere particolarmente difficile.
Ecco i dieci punti più critici che i dislessici possono incontrare:


1) Corrispondenza grafema-fonema: il francese ha diversi grafemi per lo stesso suono, il che può confondere coloro che hanno difficoltà con la corrispondenza grafema-fonema.


2) le Omofonie, ovvero i suoni uguali con significato diverso. 

In francese, per evitare equivoci almeno nella forma scritta, molte omofonie hanno scritture arbitrariamente diverse; parole come “ver” (verme), “vert” (verde) e “verre” (vetro) vengono pronunciate allo stesso modo ma hanno significati diversi, creando potenziali barriere alla comprensione.

Ad esempio gli omofoni "Conte, e contare" sono stati differenziati rifacendosi alle radici latine:
Quindi Conte, che deriva dal latino "Comites" è diventato "Comte", mentre per contare, rifacendosi a "computare", è diventato Compter, anche se quella "p" non viene mai pronunciata.

Quindi "il Conte di Foix conta le tasse" conte e conta si scrivono in modo diverso ma si pronunciano esattamente allo stesso modo

"Le Comte de Foix compte les impôts"


3) Collegamento e sequenza: Le "liaisons" queste regole fonetiche possono rendere difficile per i dislessici distinguere dove finisce una parola e ne inizia un'altra.
 

4) Coniugazioni dei verbi: il francese ha molte forme verbali irregolari che devono essere memorizzate,
il che può essere difficile per chi ha problemi di memoria a breve termine.
 

5) Genere e numero: l'accordo in genere e numero tra nomi, aggettivi e articoli può creare confusione.
Aggiungiamo che molte parole che in francese sono al femminile, in italiano sono maschili, e viceversa.


6) Pronuncia: alcuni suoni francesi non esistono in altre lingue e può essere difficile pronunciarli correttamente.
 

7) Lettere silenziose: le lettere non dette alla fine delle parole possono essere fuorvianti durante la lettura e la scrittura.
 

8) Regole ortografiche complesse: regole come l'uso degli accenti e delle doppie consonanti possono essere difficili da ricordare e seguire.
 

9) Struttura della frase: la sintassi francese può differire significativamente da quella della lingua madre del dislessico, richiedendo uno sforzo maggiore per costruire frasi corrette.


Qui vale per tutte le lingue straniere con cui si combatte

10) Ansia e stress: la pressione di dover leggere e scrivere in una lingua straniera può aumentare l’ansia, influenzando negativamente l’apprendimento.

 

La mia esperienza diretta nei paesi ex colonie della Francia, come Senegal e Tunisia, mi hanno poi fatto capire quanto questi problemi si esasperino quando chi studia è di madrelingua araba o di una qualche lingua africana, comunque lontana dalle lingue latine e che usano un alfabeto latino


Per superare queste sfide, è essenziale che i formatori adottino strategie didattiche inclusive e personalizzate che tengano conto delle esigenze individuali degli studenti e degli adulti con dislessia.

L’utilizzo di supporti visivi, giochi di ruolo e tecnologie assistive può facilitare l’apprendimento e rendere l’esperienza più positiva e arricchente. 


Soprattutto serve molta comprensione ed aver chiaro che il problema non è di "cattiva volontà".

Ogni commento o esperienza sono benvenuti.

Massimo

FormazioneDislessia.it


mercoledì 5 giugno 2024

AI : L'intelligenza artificiale sarà un grande alleato dei dilessici


L'Intelligenza Artificiale: nuove forme di comunicazione per i Dislessici sui luoghi di lavoro

La dislessia è un disturbo dell'apprendimento che influisce sulla capacità di leggere.
Come abbiamo spiegato già in precedenza, per le persone dislessiche la necessità di utilizzare forme scritte e segni grafici può rappresentare un ostacolo significativo, specialmente nel contesto lavorativo.  

L'intelligenza artificiale (IA) sta risolvendo il problema semplicemente superandolo a piè pari, rivoluzionando il modo in cui comunichiamo,
offrendo nuove soluzioni che possono rendere la comunicazione più accessibile e gestibile per i dislessici.

L'AI  supera l'obbligo della forma scritta
Tradizionalmente, il mondo del lavoro ha richiesto una forte dipendenza dalla comunicazione scritta. Relazioni, e-mail, documenti e note sono tutti esempi di come la scrittura sia stata fondamentale. 



Tuttavia, l'IA sta aprendo nuove strade per superare questa dipendenza, offrendo alternative che riducono la necessità di leggere e scrivere manualmente.
 

1. Strumenti di riconoscimento vocale.
Ebbene sì, ce lo dimentichiamo, ma dalle prime versioni di Balabolka ad oggi, la differenza la fa tutta lei, l'AI.
I sistemi di riconoscimento vocale rappresentano una delle innovazioni più promettenti.
Questi strumenti trasformano la voce in testo scritto, consentendo ai dislessici di "scrivere" semplicemente parlando.
Oggi, oltre a Balabolka, abbiamo molti altri strumenti, tutti più o meno validi:

- **Dragon NaturallySpeaking:** Un software che trascrive accuratamente il parlato in testo, permettendo ai dislessici di creare documenti e inviare e-mail senza dover digitare.
- **Google Voice Typing:** Integrato in Google Docs, questo strumento gratuito offre funzionalità simili, rendendo la creazione di contenuti scritti più accessibile.
 

2. Sintesi vocale
La sintesi vocale (Text-to-Speech) consente di convertire il testo scritto in audio, rendendo la lettura più semplice e meno faticosa per i dislessici. Alcuni strumenti chiave includono:

- **Microsoft Immersive Reader:** Questo strumento non solo legge il testo ad alta voce, ma offre anche funzionalità aggiuntive come la modifica della spaziatura del testo e l'evidenziazione delle parole mentre vengono lette.
- **NaturalReader:** Un software che trasforma qualsiasi testo scritto in parlato, facilitando l'assimilazione delle informazioni.
 

3. Assistenti virtuali e chatbot
Gli assistenti virtuali, come Siri, Alexa e Google Assistant, utilizzano l'IA per aiutare con una varietà di compiti senza richiedere input scritto. Questi strumenti possono:

- Rispondere a domande.
- Impostare promemoria.
- Gestire calendari.
- Inviare messaggi.

Questi assistenti permettono ai dislessici di gestire le loro attività quotidiane attraverso comandi vocali, riducendo ulteriormente la necessità di interagire con il testo scritto.
 

4. Applicazioni di comunicazione visiva e multimediale
L'IA sta anche potenziando le applicazioni di comunicazione visiva e multimediale, che offrono alternative alla comunicazione scritta tradizionale:

- **Video messaging:** Piattaforme come Loom permettono di creare e condividere messaggi video, offrendo un'alternativa più personale e comprensibile alle e-mail tradizionali.
- **Infografiche e presentazioni:** Strumenti come Canva utilizzano l'IA per aiutare gli utenti a creare contenuti visivi accattivanti senza necessitare di avanzate competenze grafiche.
 

Vantaggi delle Nuove Forme di Comunicazione
Adottare queste tecnologie basate sull'IA offre numerosi vantaggi:
- **Accessibilità:** Riduce la barriera della scrittura e della lettura, rendendo la comunicazione più inclusiva.
- **Efficienza:** Permette ai dislessici di lavorare in modo più produttivo e con meno stress.
- **Inclusione:** Promuove un ambiente di lavoro dove tutti i dipendenti possono contribuire efficacemente.

Infine, last but not least, Anche l'AID, l'Associazione Italiana Dislessia ha iniziato un lavoro per integrare l'AI nella vita degli studenti universitari dislessici: Vrailexia
Probabilmente converrà dedicare un articolo a parte, ma intanto trovate tutto qui sotto:

https://www.aiditalia.org/news/vrailexia-intelligenza-artificiale-per-migliorare-lapprendimento-degli-studenti-con-dsa

L'intelligenza artificiale sta trasformando la comunicazione sul luogo di lavoro, rendendo possibile superare l'obbligo della forma scritta e del segno grafico.
Grazie a strumenti di riconoscimento vocale, sintesi vocale, assistenti virtuali e applicazioni di comunicazione visiva,
i dislessici possono ora accedere a forme di comunicazione più gestibili e inclusive. 

Le aziende che adottano queste tecnologie non solo migliorano la produttività dei loro dipendenti, ma creano anche un ambiente di lavoro più equo e accessibile.

Vi invito a esplorare queste tecnologie e a condividere le vostre esperienze con l'IA nel supporto alla dislessia. 

Fatemi sapere nei commenti e, se volete, lasciate i link agli strumenti, che potranno essere utili ad altri lettori

Grazie

Massimo

FormazioneDislessia.it


lunedì 3 giugno 2024

La Stella, l'Anello e il Mattone

 

La Stella, l'Anello e il Mattone 

Chiudo la trilogia di oggi rivolgendomi ai decisori,
in qualsiasi livello dell'organizzazione aziendale siano posizionati.
 
Nella mia vita lavorativa ci sono tre frasi guida, che io ho sempre trovato molto utili.

La prima, "la Stella", mi venne detta quando fui nominato ufficiale di Artiglieria, molti anni fa: 



"Qualsiasi titolo sia scritto sulla tua scrivania,
se ti circonderai di soldati resterai un Sergente,
se ti circonderai di colonnelli sarai un Generale."





 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La seconda mi fu detta da un inglese, in una situazione che, apparentemente, 
non aveva bisogno di "aggiustamenti",
e che non ho più scordato:

"Una catena è forte quanto il suo anello più debole". 









La terza è mia, e la dico sempre quando entro a gestire una realtà nuova.
Normalmente le prime frasi di accoglienza sono: 
"Tu non puoi capire", "qui è diverso", "cosa pensi di sapere più di noi" ecc...

Io riconfermo sempre che io potrei anche non aggiungere una virgola alle loro conoscenze e alla loro esperienza, perché non sono lì per aggiungere "cose nuove" ma per gestire meglio cose vecchie.
"La sola differenza tra un mucchio di mattoni e una fortezza
è l'ordine in cui sono disposti i mattoni."
 
 
 
Ancora una volta, ogni commento è benvenuto ! 


Massimo

 

 

 

 

 



Formazione Aziendale e Dislessia: Trasformare una Sfida in Vantaggio

Affiancato al precedente su certe pretese da "rabdomante", vi presento un articolo che ha lo scopo di controbilanciare il "cosa non è" con un "cos'è allora?".
Provo a spiegare il ruolo complesso del formatore aziendale nella formazione di dipendenti dislessici, evidenziando l'integrazione delle conoscenze tecniche necessarie ma generali riguardo l'uso dei famosi "strumenti compensativi", con le esigenze specifiche dell'azienda,
con l'obiettivo di trasformare la dislessia in un vantaggio per l'intera squadra e per l'azienda:

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# Formazione Aziendale e Dislessia: Trasformare una Sfida in Vantaggio




Nel contesto della formazione aziendale per dipendenti con Dislessia o DSA, la conoscenza degli strumenti compensativi è solo una parte del lavoro del formatore.
Il vero valore aggiunto sta nell'integrare queste conoscenze con le competenze tecniche specifiche dell'azienda, al fine di trasformare la dislessia in un vantaggio competitivo per l'intera squadra e non in un handicap che rallenta il lavoro e i risultati.

## Oltre gli Strumenti Compensativi

### Il Ruolo del Formatore

Il formatore aziendale non si limita a conoscere e applicare gli strumenti compensativi.

 Il suo ruolo è molto più ampio e complesso, ed include:

1. **Integrazione delle Competenze Aziendali**:
Il formatore deve comprendere a fondo le competenze tecniche specifiche richieste dall'azienda e come queste si intersecano con le esigenze e le potenzialità dei dipendenti dislessici.

2. **Personalizzazione della Formazione**:
Ogni dipendente con dislessia ha esigenze diverse.
Il formatore deve personalizzare l'approccio formativo per massimizzare l'efficacia degli strumenti compensativi nel contesto specifico del lavoro.

3. **Promozione di un Ambiente Inclusivo**:
Il formatore gioca un ruolo cruciale nella creazione di un ambiente di lavoro inclusivo, educando il resto della squadra sull'importanza della diversità e dell'inclusione.

4. **Monitoraggio e Adattamento Continuo**:
La formazione non è un evento unico, ma un processo continuo.
Il formatore deve monitorare costantemente i progressi dei dipendenti e adattare le strategie formative di conseguenza.

## L'Obiettivo Finale: Un Vantaggio Competitivo

### Trasformare la Dislessia in un Punto di Forza

L'obiettivo finale della formazione aziendale per dislessici è di trasformare quella che può essere percepita come una difficoltà in un vantaggio competitivo. Ecco come:

1. **Sfruttare le Abilità Uniche**:
Le persone con dislessia spesso possiedono abilità uniche, come il pensiero creativo e la capacità di risolvere problemi in modi non convenzionali.
Queste abilità possono essere enormi risorse per l'azienda.

2. **Migliorare la Coesione del Team**:
Promuovere un ambiente di lavoro inclusivo e di supporto migliora la coesione del team, aumentando la produttività e la soddisfazione lavorativa di tutti i dipendenti.

3. **Innovazione e Diversità di Pensiero**:
Le squadre diverse sono più innovative.
Includere persone con dislessia nel team può portare a nuove idee e soluzioni creative che migliorano i processi aziendali.

### Casi di Studio e Pratiche Internazionali

#### Regno Unito
Il Chartered Institute of Personnel and Development (CIPD) nel Regno Unito sottolinea l'importanza di non limitarsi a fornire strumenti compensativi, ma di integrare queste tecnologie con le pratiche aziendali. Il CIPD raccomanda di promuovere un ambiente di lavoro inclusivo che valorizzi le abilità uniche dei dipendenti dislessici, contribuendo a migliorare l'innovazione e la produttività aziendale.
(Fonte: [CIPD](https://www.cipd.co.uk))

#### Stati Uniti
Negli Stati Uniti, il Job Accommodation Network (JAN) fornisce risorse e linee guida su come le aziende possono integrare le esigenze dei dipendenti dislessici con le competenze tecniche richieste dal lavoro. JAN enfatizza l'importanza di un approccio personalizzato e continuo, che vada oltre l'uso degli strumenti compensativi per sfruttare pienamente le potenzialità dei dipendenti.
(Fonte: [JAN](https://askjan.org))

#### Francia
In Francia, l'Association Française de la Dyslexie (AFD) promuove iniziative che incoraggiano le aziende a vedere la dislessia non come un ostacolo, ma come un'opportunità per migliorare la diversità e la creatività del team.
L'AFD evidenzia che un supporto adeguato e una formazione personalizzata possono trasformare le difficoltà in punti di forza.
(Fonte: [Association Française de la Dyslexie](https://www.afdys.org))

## Conclusione

La formazione aziendale per dipendenti con dislessia va ben oltre la semplice conoscenza degli strumenti compensativi.
È un processo dinamico e integrato che richiede una comprensione profonda delle competenze tecniche dell'azienda e delle esigenze specifiche dei dipendenti.
Il vero obiettivo è trasformare la dislessia in un vantaggio competitivo, migliorando l'innovazione, la coesione del team e la produttività complessiva.
Solo attraverso un approccio inclusivo e personalizzato possiamo raggiungere questo obiettivo, valorizzando pienamente le potenzialità di ogni dipendente.

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### Riferimenti:
1. Chartered Institute of Personnel and Development.
Disponibile su: https://www.cipd.co.uk

2. Job Accommodation Network.
Disponibile su:  https://askjan.org

3. Association Française de la Dyslexie.
Disponibile su: https://www.afdys.org

 

Ogni commento è sempre benvenuto !

 

Massimo

FormazioneDislessia.it

Formatori, non rabdomanti !

Formatori, non rabdomanti!

Nel mondo dell'istruzione e della formazione, è fondamentale chiarire i ruoli e le responsabilità di ciascun professionista coinvolto nella gestione della Dislessia e dei DSA.
Spesso c'è una confusione diffusa riguardo a ciò che i formatori devono fare, portando a malintesi e aspettative irrealistiche.
Uno di questi malintesi è l'idea che il formatore debba individuare e diagnosticare la dislessia;
o, peggio ancora, certificarla.


 

 

 Invece è importante sottolineare che il compito del formatore non è quello di essere un "rabdomante" alla ricerca di indizi e sintomi di dislessia, ma piuttosto quello di intervenire a valle, successivamente alla diagnosi per fornire supporto e strumenti adeguati.

L'articolo di oggi è focalizzato sui formatori aziendali e sulla formazione erogata a dislessici adulti sul luogo di lavoro, con riferimenti specifici alle pratiche e agli strumenti utilizzati nelle aziende:

*********

Nel contesto aziendale, la formazione per dipendenti con dislessia rappresenta una sfida e un'opportunità. È cruciale distinguere chiaramente il ruolo dei formatori aziendali rispetto a quello dei professionisti medici e psicologici.
I formatori non devono essere considerati "rabdomanti" alla ricerca di sintomi di dislessia, ma esperti che entrano in gioco dopo che la diagnosi è stata effettuata da specialisti.
Il loro compito è fornire gli strumenti e le strategie necessarie per permettere ai dipendenti con dislessia di eccellere nel loro ambiente di lavoro.

## Il Ruolo del Formatore Aziendale




I formatori aziendali intervengono a valle della valutazione medica e psicologica della dislessia.
Una volta che un dipendente è stato diagnosticato come portatore di Dislessia o di un DSA, il formatore ha il compito di implementare strategie di formazione specifiche per supportare l'apprendimento e la produttività del dipendente.

### Competenze e Responsabilità del Formatore Aziendale

1. **Adattamento delle Metodologie di Formazione**:
Utilizzo di metodologie didattiche adattate che possono includere supporti visivi, tecnologie assistive e approcci multisensoriali per facilitare l'apprendimento.

2. **Creazione di Ambienti di Lavoro Inclusivi**:
Sviluppo di politiche e pratiche che promuovono un ambiente di lavoro inclusivo, riducendo le barriere che i dipendenti con dislessia potrebbero incontrare.

3. **Formazione e Sensibilizzazione**:
Educazione e sensibilizzazione del personale aziendale riguardo alla dislessia, promuovendo la comprensione e l'inclusione.

4. **Supporto Continuo**: Offerta di supporto continuo ai dipendenti con dislessia, monitorando i loro progressi e adattando le strategie formative in base alle loro necessità.

## Strumenti e Pratiche Utilizzate

### Tecnologie Assistive ovvero gli "Strumenti Compensativi"
Le tecnologie assistive sono fondamentali nel supportare i dipendenti con dislessia.
Tra queste troviamo:
- **Software di Sintesi Vocale**: Strumenti come Dragon NaturallySpeaking o Kurzweil 3000 che leggono ad alta voce i testi, facilitando la comprensione.
- **Software di Previsione di Testo**: Programmi come Texthelp Read&Write che assistono nella scrittura prevedendo le parole che l'utente sta per digitare.
- **App per la Gestione del Tempo**: Applicazioni come Trello o Asana che aiutano nella gestione dei progetti e delle scadenze.

### Adattamenti e Modifiche Ambientali
Le aziende possono implementare vari adattamenti per facilitare l'inclusione di dipendenti con dislessia, come:
- **Postazioni di Lavoro Personalizzate**:
Creazione di spazi di lavoro che minimizzano le distrazioni e favoriscono la concentrazione.
- **Materiali di Formazione Accessibili**:
Fornitura di materiali di formazione in formati diversi (audio, video, testo semplice) per soddisfare diverse esigenze di apprendimento.

## Cosa Dicono gli Esperti

### Francia
In Francia, l'approccio alla formazione per adulti dislessici sul posto di lavoro è supportato da iniziative governative e private che promuovono l'inclusione lavorativa.
Secondo l'Association Française de la Dyslexie (AFD), le aziende devono adottare politiche di inclusione e fornire formazione continua ai formatori per garantire un supporto adeguato ai dipendenti con dislessia. (Fonte: [Association Française de la Dyslexie](https://www.afdys.org))

### Inghilterra
Il Chartered Institute of Personnel and Development (CIPD) nel Regno Unito evidenzia l'importanza di creare ambienti di lavoro inclusivi e adattare la formazione per soddisfare le esigenze dei dipendenti con dislessia.
Le linee guida del CIPD incoraggiano le aziende a utilizzare tecnologie assistive e a fornire supporto continuo per migliorare le prestazioni dei dipendenti con dislessia.
(Fonte: [CIPD](https://www.cipd.co.uk))

### USA
Negli Stati Uniti, l'Equal Employment Opportunity Commission (EEOC)
e il Job Accommodation Network (JAN) forniscono risorse e linee guida
su come le aziende possono supportare i dipendenti con dislessia.
Gli strumenti tecnologici e gli adattamenti ambientali sono fortemente raccomandati per promuovere l'inclusione e migliorare la produttività dei dipendenti.
(Fonte: [EEOC](https://www.eeoc.gov), [JAN](https://askjan.org))

## Conclusione

I formatori aziendali devono riconoscere e rispettare i confini del loro ruolo.
Non sono rabdomanti alla ricerca di sintomi di dislessia, ma esperti che forniscono supporto pratico e continuo ai dipendenti diagnosticati.
Attraverso l'uso di tecnologie assistive, adattamenti ambientali e formazione continua, i formatori possono contribuire significativamente al successo e alla soddisfazione lavorativa dei dipendenti con dislessia.
Solo attraverso una collaborazione chiara e ben definita tra tutti i professionisti coinvolti possiamo offrire il miglior supporto possibile a chi ne ha bisogno.

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### Riferimenti:
1. Association Française de la Dyslexie.
Disponibile su:  https://www.afdys.org

2. Chartered Institute of Personnel and Development.
Disponibile su:  https://www.cipd.co.uk

3. Equal Employment Opportunity Commission.
Disponibile su:  https://www.eeoc.gov

4. Job Accommodation Network.
Disponibile su: https://askjan.org

Se avete commenti, aggiunte o esperienze che possono aiutare la comunità, sono sempre benvenute.


Massimo

Formazionedislessia.it


venerdì 24 maggio 2024

L'Inglese e la dislessia (1)

Oggi voglio parlarvi di un tema che mi sta molto a cuore: la dislessia negli adulti, in particolare quando si tratta di leggere e scrivere in inglese. 

 


 

Che siate dislessici o no, imparare a leggere e scrivere l'inglese è sempre stato difficile.
Molto più che parlarlo. Per tutti, anche per gli inglesi.

La brutta notizia è che lo sarà sempre, la buona notizia è che non è (solo) colpa vostra ma dell'Inglese.

La lingua inglese è spesso definita una lingua "opaca" e questa "opacità" può creare non poche difficoltà, e non solo per chi convive con la dislessia. 

Ma cosa significa esattamente che l'inglese è una lingua opaca?
E come influisce questo sulla nostra capacità di leggere e scrivere?
Lasciate che provi ad iniziare a spiegarvi tutto in modo semplice e chiaro.
Ho detto in modo semplice e chiaro, non ho detto in breve. 

Spiegone breve: Cos'è una lingua opaca? 

Tecnicamente è una lingua dove il grafema non ha una corrispondenza biunivoca ed immediata con il fonema.

Se non mi avete già mollato, riparto dall'inizio:
I "grafemi", sono i segni grafici, cioè le lettere con cui scriviamo una parola.

I "fonemi" sono i suoni (vocali e consonanti, per capirci) che compongono il suono di quella parola.

In italiano, che è una lingua definita "trasparente",  a quasi tutti i suoni corrisponde una sola lettera e  a quasi ogni lettera corrisponde un solo suono. Ne parleremo un'altra volta.

In inglese non è proprio così.

Immaginate di dover leggere un testo e di non sapere esattamente come si pronunciano le parole.
È un po' come risolvere un puzzle, dove ogni pezzo rappresenta un suono e non sai mai quale pezzo combacerà perfettamente con quello successivo.
In una lingua "trasparente", come l'italiano, le parole si leggono più o meno come si scrivono: ogni lettera ha un suono specifico e questo suono cambia raramente.
Ad esempio, la parola "cane" si pronuncia esattamente come si scrive.

L'inglese, invece, è una lingua opaca.
Ciò significa che la corrispondenza tra lettere e suoni è meno prevedibile.
Pensate a parole come "though", "through" e "thought".
Si scrivono in modo simile, ma si pronunciano tutte in modo diverso! 


Vale per le vocali, ed ancor più per le coppie di vocali !
"it's a great deal!" ci direbbero loro, ma subito le due "ea" si pronunciano in modo diverso.

Allora speri di aver trovato una regola per la doppia "o", come good, mood o moon, ma poi esce blood e non capisci dove hai sbagliato.

Anche per le consonanti non è facile, al punto che c'è una battuta in Inglese : 
"All "C" are different in the Pacific Ocean" perché in quelle due parole ci sono 3 "c" tutte pronunciate in modo diverso.

E a volte va anche peggio con le parole:
tra "risata" e "scannare/sgozzare", c'è una sola "s" di differenza, Laughter e Slaughter, ma le pronunce sono totalmente diverse.

Vi spoilero i dati di questa distanza tra grafema e fonema, così inquadrate una faccenda che gli inglesi faticano a riconoscere.
(Vedete che anche il francese comunque non scherza ...)




Questo rende la lettura e la scrittura molto più complicate, specialmente per chi ha la dislessia.

### Le difficoltà specifiche dell'inglese

La dislessia rende già di per sé difficile decodificare le parole.
Se aggiungiamo a questo le complessità dell'inglese, possiamo capire quanto sia grande la sfida.
Ecco alcune delle difficoltà specifiche che l'inglese presenta:

1. **Incoerenza fonetica**: Come abbiamo visto, le stesse lettere o combinazioni di lettere possono essere pronunciate in modi diversi. Un esempio classico è la lettera "a", che in "cat" si pronuncia come [æ], mentre in "father" diventa [ɑː].

2. **Omonimi e omografi**: Parole che si scrivono o si pronunciano allo stesso modo ma hanno significati diversi possono creare molta confusione. Ad esempio, "read" può essere sia il passato che il presente del verbo leggere, ma si pronuncia diversamente: [riːd] nel presente e [rɛd] nel passato.

3. **Parole irregolari**: L'inglese è pieno di parole che non seguono le regole fonetiche standard. Prendiamo "colonel" (colonnello). La pronuncia è [ˈkɜrnəl], che non ha nulla a che fare con la grafia. Questo può essere estremamente frustrante per chi cerca di imparare a leggere in inglese.

### Alcuni dati interessanti

Parliamo un po' di numeri per capire meglio la situazione.
Studi hanno dimostrato che i bambini dislessici impiegano circa il doppio del tempo a imparare a leggere in inglese rispetto a quelli che imparano a leggere in lingue più trasparenti, come l'italiano o il finlandese. In Finlandia, ad esempio, i bambini riescono a leggere correttamente dopo circa due anni di istruzione, mentre i bambini inglesi possono impiegarne quattro o cinque.

Inoltre, circa il 10-15% della popolazione mondiale è affetto da dislessia.
Questo significa che ci sono milioni di persone che affrontano queste difficoltà ogni giorno.
Negli Stati Uniti, uno studio ha rivelato che circa il 20% degli studenti ha problemi di lettura a causa della dislessia.
Questo dato ci fa capire quanto sia cruciale affrontare questo problema in modo efficace.

### Esempi pratici

Immaginate di essere al lavoro e di dover leggere un rapporto importante scritto in inglese.
Già sapete che ci sono parole che conoscete ma che non riuscite a pronunciare correttamente o a decifrare immediatamente.
La parola "choir", ad esempio, si scrive in un modo ma si pronuncia "kwai-er".
Oppure pensate a "knight" e "night": due parole completamente diverse per significato e uso, ma che si pronunciano allo stesso modo.

Un altro esempio comune riguarda le email.
Scrivere un'email professionale in inglese può essere una sfida se si è dislessici.
Gli errori di ortografia sono più comuni e c'è sempre il timore di essere fraintesi a causa di questi errori. Parole come "their", "there" e "they're" sono facili da confondere, anche se conosciamo la differenza tra loro.

### Come possiamo affrontare queste difficoltà?

Fortunatamente, ci sono diverse strategie e strumenti che possono aiutarci a superare queste difficoltà:

1. **Tecnologia assistiva**:
Esistono software di lettura e scrittura che possono aiutare a decodificare le parole.
Ad esempio, i lettori di schermo possono leggere il testo ad alta voce, mentre i correttori ortografici avanzati possono aiutare a individuare e correggere gli errori.

2. **Font speciali**: Alcuni font, come il "Dyslexie" o "OpenDyslexic", sono progettati specificamente per rendere la lettura più facile per chi ha la dislessia.
Questi font modificano la forma delle lettere per evitare confusione visiva.

3. **Metodo fonetico**: Utilizzare un approccio fonetico alla lettura può aiutare a comprendere meglio le parole. Imparare le regole di base della fonetica inglese e applicarle può ridurre l'incertezza.

4. **Pratica costante**: Come per molte altre abilità, la pratica costante è fondamentale.
Leggere regolarmente, anche solo per pochi minuti al giorno, può fare una grande differenza nel lungo periodo.

5. **Supporto professionale**: Rivolgersi a un logopedista o a un esperto di dislessia può fornire strategie personalizzate per affrontare le difficoltà specifiche.

### Conclusione

L'inglese può essere una lingua complessa e talvolta scoraggiante per chi convive con la dislessia, ma non è una sfida impossibile.
Con i giusti strumenti e strategie, possiamo superare queste difficoltà e scoprire il piacere della lettura e della scrittura.
Ricordate, non siete soli in questo percorso: c'è una comunità di persone che condivide le vostre esperienze e che può offrire supporto e consigli.

Non abbiate paura di esplorare nuovi metodi e strumenti, e soprattutto, non scoraggiatevi.
La vostra determinazione e il vostro impegno possono fare la differenza.
Continuate a leggere, a scrivere e a esplorare, perché il mondo delle parole è un tesoro che merita di essere scoperto da tutti, indipendentemente dalle sfide che si affrontano.

Infine, da non dislessico ma da prove empiriche sul campo, credo che per un dislessico il francese sia addirittura ancora più difficile da affrontare dell'inglese.


Infatti, e forse non vi ci siete mai soffermati, la scrittura inglese non prevede l'uso accenti o altri puntini, che invece in francese abbondano e che, a differenza delle lettere, non possono essere scritti in maniera troppo evidente.
Dedicheremo più di un artico anche al francese.

Infine volevo scrivere ai formatori riguardo questo tema, ma visto quanto sono andato lungo, dedicherò a quest'altro punto di vista un articolo a parte.




Ogni commento è benvenuto !

A presto.

Massimo

Formazionedislessia.it

mercoledì 24 aprile 2024

Scienza o religione ? Ecco un articolo mooooooolto laico

Quello che allego questa volta è un articolo del 2021, di due professori emeriti (quindi ormai in pensione) dell'Università di Albany (stato di New York, USA) che denunciano e rifiutano il pensiero unico che vige negli USA da qualche anno nei confronti della didattica ai bambini dislessici.


L'obiettivo di questo lavoro è riportare il dubbio scientifico là dove spesso oramai ci sono solo certezze  autoreferenziali.

Loro insegnano nel  "Literacy Teaching and Learning Department" cioè nel Dipartimento di Insegnamento e Apprendimento dell'Alfabetizzazione, quindi il loro è un orientamento estremamente focalizzato sulla didattica rivolta ai bambini e ai ragazzi nei primi anni di scuola.

Trovate il documento in originale qui:  https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/23813377211024625

Il loro lavoro è fortemente improntato a incidere nel contesto americano, molto diverso dal nostro.
Nonostante ciò, ritengo che le loro considerazioni possano aiutare a "rivedere le bucce" cioè a dare meno per scontate molte "certezze" che abbiamo tutti in molti ambiti.

Trovate i loro profili sul sito dell'università:

qui:  https://www.albany.edu/education/faculty/donna-scanlon  

e qui:   https://www.albany.edu/education/faculty/peter-johnston  

So che molti tra coloro che si interessano alla dislessia ne sono al contempo coinvolti, quindi sono convinto che la lettura direttamente in inglese, ovvero nella lingua (scritta in caratteri latini) più opaca che io conosca e con la formattazione microscopica usata per editare i lavori scientifici, impediscano a molti di leggere direttamente quei lavori. 

Quindi mi sono permesso di preparare una traduzione in Italiano, in un formato editoriale che sto sperimentando, pensato per persone con forme di dislessia molto marcata.

Non essendo un traduttore abilitato la mia non è una traduzione ufficiale né autorizzata, ma visto che conosco bene l'inglese e che il traduttore di Google fa miracoli chiarendo i dubbi, mi permetto, con tutte le precauzioni e i disclaimer del caso, di metterla a disposizione di chi probabilmente non affronterebbe mai la lettura del testo originale.

L'immagine in questo post è della prima pagina  di questo lavoro

La trovate qui:

https://drive.google.com/file/d/1l2Cyy5pF-gsjSgdwT4Ya-b8dcIH86VcD/view?usp=sharing   

Credo che possa aprire molte riflessioni.


Fatemi sapere

Massimo

Formazionedislessia.it




giovedì 18 aprile 2024

Scienza o religione?

  Quando studiavo, mi è stato insegnato che la differenza principale tra scienza e religione sta nell'atteggiamento verso il dubbio e verso le certezze.  


 

La scienza coltiva il dubbio e ha l'abitudine di verificare nuovamente qualunque tesi, anche la più certa;  

la religione, invece, qualunque religione, si fonda su certezze e dogmi che sono, per definizione, definitivi e indiscutibili. 

Negli ultimi anni, soprattutto negli USA, ho visto uscire saggi “scientifici” che mi lasciano inquieto.

Articoli che "spiegano scientificamente" l'inutilità dei font per i dislessici e sembrano prendere una posizione definitiva, scientificamente già accertata e definitiva. 

 Poiché le mie esperienze con i dislessici sono molto diverse, mi sono preso il tempo di analizzare le affermazioni contenute in quegli articoli. 

 Scrivo qui adesso chiedendovi semplicemente di analizzare i prossimi appunti, per vedere se c'è spazio anche per una revisione di tali presupposti e pensieri, aprendo spazio a dubbi scientifici e futuri sereni nuovi confronti.  

Le mie non sono quindi “obiezioni formali”, ma dubbi che sollevo e che vi chiedo di verificare, per essere eticamente confortato nelle affermazioni che vengono fatte, consapevole del forte impatto che esse hanno sulla vita di tanti dislessici.

Credo che un'azione di "Fact-Checking", quello che una volta chiamavamo "rivedere le bucce", sia più che mai necessaria, e mi impegno a farla e a fare da collettore a tutte le voci sensate fuori dal coro

giovedì 4 aprile 2024

i primi 10 siti americani per la consapevolezza sulla dislessia (articolo tradotto)

Come sapete trovare materiale sul tema dislessia non è facile.
Una possibilità è quella di curiosare sui vari siti che se ne occupano in giro per il mondo.

Ecco qui un articolo, già datato, del 2018, che elenca i migliori siti degli USA per prendere consapevolezza della  propria dislessia.
Credo proprio che valga la pena tenerli d'occhio. (Ovviamente tutti in Inglese!)

L'originale in inglese lo trovate qui:
https://www.theliteracynest.com/2018/08/websites-for-dyslexia-awareness.html

Grazie Emily ! 



Poi fatemi sapere i vostri commenti.

Buona lettura


Massimo

formazionedislessia.it



- -

I primi dieci siti web per la consapevolezza della dislessia

di Emily Gibbons

Se stai appena iniziando il tuo viaggio per capire la dislessia o cercando di trovare strumenti di riferimento utili per diffondere la consapevolezza della dislessia, hai bisogno di un elenco di go-to (di informazioni dirette).

Ho parlato con un sacco di insegnanti in classe nel corso degli anni che vogliono davvero conoscere la dislessia; perché? Indovinate il motivo?
I loro professori (degli insegnanti, quelli che insegnano ad insegnare) (n.d.r.), non hanno mai affrontato il tema della dislessia  in nessuno dei loro corsi di formazione degli insegnanti.
E non è colpa loro.
Si tratta di un problema sistemico con i college e le università che ha bisogno di un serio cambiamento.

Cercare online siti ben rispettati e informativi sulla dislessia a volte può essere un po' difficoltoso. 

Ho portato questa la ricerca e le  mie riflessioni qui per voi sul sito.

Ecco i siti TOP TEN per diffondere la consapevolezza della dislessia!

Il seguente elenco di siti web è inestimabile.
- Se ...

  • Siete genitori: condividete questo elenco con un familiare, un amico o un insegnante
  • Sei un insegnante: condividi questo elenco con un amministratore scolastico (preside ecc..) , un amico, un genitore o un collega
  • Sei un amministratore della scuola: condividi questa lista con il tuo personale o le tue famiglie
  • Sei un tutor: condividi questo con famiglie, colleghi o amministrazione scolastica locale
  1. International Dyslexia Association: L'IDA è il tuo sito di go-to per tutto ciò che riguarda la dislessia, le opportunità di sviluppo professionale, le conferenze e la ricerca di un elenco di professionisti addestrati per assistere i bambini con dislessia. Se ti iscrivi come membro, ti invierà un fantastico abbonamento alla rivista che esce più volte all'anno.
  2. Dyslexia Help University of Michigan “Il nostro obiettivo è quello di aiutare le persone con dislessia, così come genitori, datori di lavoro e professionisti di tutti i tipi che hanno il privilegio di lavorare con dislessici, acquisire nuove conoscenze sulla dislessia e sulla disabilità del linguaggio, compresi i risultati della ricerca in corso e come progettare contesti di intervento basati sulle migliori pratiche”. Questo sito è estremamente completo. Assicurati di controllare le FAQ e la sezione Strumenti.
  3. Understood Questo sito è dedicato a diffondere la consapevolezza su una varietà di sfide di apprendimento, non solo dislessia. Ospitano chat dal vivo con professionisti e offrono tonnellate di consigli pratici per le famiglie. Assicurati di controllare le loro simulazioni online.
  4. Lexercise è un sito che offre servizi, ma l'ho incluso perché ha un test di screening dislessia che si consiglia di controllare prima di decidere di procedere con eventuali test approfonditi e formali condotti da un professionista addestrato ed esperto.
  5. The Yale Center for Dyslexia and Creativity Probabilmente non sai che il libro che ha cambiato la visione sulla dislessia, rivoluzionario, Overcoming Dyslexia è stato scritto dal professore di Yale, Dr. - Sally Shaywitz. Come forse non conosci il continuo impegno di Yale nell’educare le famiglie e gli educatori sulla dislessia; Yale ha un sacco di schede informative e aggiornamenti sulla legislazione sulla dislessia.
  6. The Reading Well  offre informazioni sui programmi di lettura e sui programmi offerti dallo stato. Il Manuale dei genitori è uno strumento meraviglioso che puoi acquistare e scaricare sul sito.
  7. Bright Solutions For Dyslexia  Susan Barton ha creato un sito oltre al suo programma per fornire informazioni sulla dislessia. Ci sono una marea di video gratuiti da guardare su questo sito.
  8. The Shut-Down Learner Dr. Richard Selznick presenta video, articoli e un eccellente podcast su questioni di apprendimento, lettori in difficoltà, il processo di test di screening e la difesa della dislessia. Assicuratevi di ascoltare questo!
  9. The Dyslexic Advantage  missione di questo sito è “promuovere l’identità positiva, la comunità e il raggiungimento delle persone dislessiche concentrandosi sui loro punti di forza”. Questo sito pubblica gli ultimi articoli ricercati e ha una newsletter mensile a cui iscriverti, che consiglio vivamente.
  10. Dyslexia Training Institute DTI pubblica utili post sul blog per educatori e famiglie. Offrono una varietà di opportunità di sviluppo professionale in formati online.

NOTA: Oltre ai siti che diffondono la consapevolezza, potresti volere una fonte attendibile per familiarizzare con la legge sull'istruzione speciale, la difesa e la legislazione negli Stati Uniti. Ti incoraggio vivamente a controllare WrightsLaw per questo scopo.

martedì 19 marzo 2024

Usa la parola Dislessia

 Riporto qui una mia traduzione in italiano di un articolo in inglese che trovate in originale qui :
https://www.dyslexia.yale.edu/dyslexia/use-the-word-dyslexia/

The Yale Center for Dyslexia & Creativity  è il centro dedicato agli studi
e alle best practices sulla dislessia dell'università di Yale,
una delle migliori università americane, in Connecticut.

Il loro sito è questo: https://www.dyslexia.yale.edu/

  


 

Ecco la traduzione, senza commenti personali.

Home >Dislessia >Usa la parola Dislessia

Le politiche a tutti i livelli di governo, ma soprattutto nei distretti scolastici, spesso oppongono resistenza nel definire la dislessia come una disabilità specifica, rendendo più difficile identificare e aiutare le persone dislessiche. 

Ma usare la parola stessa, insieme ad aiutare a comprenderne il significato, è fondamentale per fornire supporto e aprire opportunità a coloro a cui è stata diagnosticata la dislessia o che mostrano segni di disabilità.

"La dislessia ha un significato specifico, altamente rilevante ed esplicativo", afferma la dottoressa Sally Shaywitz.
“Offre un linguaggio comune, facilitando la comunicazione tra individui dislessici, educatori, medici, scienziati e genitori."

“Per chi soffre di dislessia, sapere di essere dislessico fornisce una direzione e un punto di partenza per l’autodifesa e l’adattamento.
Li aiuta a sentire che non sono soli, ma che fanno parte di una comunità di dislessici alle prese con lotte simili.
Possono guardare ad altre persone con dislessia che hanno successo e sapere che possono fare lo stesso.
Sviluppano una maggiore consapevolezza di sé riguardo alle sfide specifiche che devono affrontare e a cosa possono fare per avere successo, invece di dare per scontato che siano stupidi o pigri.
E possono imparare a identificare e utilizzare i propri punti di forza sia a scuola che, più tardi, sul posto di lavoro, portando le loro migliori risorse nel lavoro da svolgere, sapendo quali compiti delegare e quando concedersi un po’ di tempo extra”.

Nelle scuole, l’uso della parola dislessia consente inoltre
a educatori e genitori di elaborare piani chiari
e servizi di supporto su misura per rispondere ai bisogni
degli studenti dislessici.

"La conoscenza delle basi cognitive della dislessia
indica quali sintomi cercare in modo che i sintomi della dislessia
in classe (e a casa) siano notati e riconosciuti piuttosto che,
come accade attualmente, ignorati o trascurati",
afferma il dottor Shaywitz.

“Questa maggiore consapevolezza e comprensione della dislessia
e del suo impatto andrà a beneficio sia dell’insegnante
che dello studente, sia nell’insegnamento della lettura
che nel clima e negli atteggiamenti all’interno della classe”.

La dislessia dovrebbe essere riconosciuta non solo dalle scuole
e dai gruppi di sostegno agli studenti,
ma attraverso una politica pubblica che riconosca i milioni di bambini
e adulti che sono dislessici e hanno bisogno di ricevere
i servizi basati sull’evidenza che meritano e di cui hanno bisogno.

Ecco alcuni suggerimenti per incoraggiare l’uso della parola “dislessia”:

Se ti è stata diagnosticata la dislessia, usa questa parola quando parli della tua specifica disabilità.
Usare semplicemente la parola stessa può portare un senso di conforto, fiducia e identità.
Gestisci la tua dislessia.
Parlane e non aver paura di chiedere aiuto.
Per insegnanti e genitori, essere consapevoli che l’istruzione, l’intervento e i servizi correlati devono essere basati
sui bisogni unici del bambino come individuo affetto da dislessia.

Usare un termine ampio come “difficoltà di apprendimento”
invece della parola dislessia rende il tutto molto più difficile.

Non utilizzare mai termini nemmeno meno specifici
come “differenze di apprendimento”.

Usare dislessia come termine che segue lo studente di anno in anno
aiuta ogni insegnante a fornire continuità nei supporti e negli adattamenti.

Segui l’esempio di tante persone di successo che si definiscono apertamente dislessiche.
Leggi le loro storie qui. (in inglese)


Ogni commento è benvenuto.
 

Massimo

FormazioneDislessia.it

 

 

 

 

lunedì 4 marzo 2024

Stelle sulla terra : Un film da rivedere e da riproporre

I film sulla dislessia non sono tanti, anzi diciamo che sono pochissimi. 

Ogni tanto viene realizzato qualche "documentario" e, se parliamo di documentari,

forse la storia cambia, ma di poco.

Se invece parliamo di film, siamo veramente in pieno deserto, con poche oasi, ancora troppo rare.

Oggi voglio ricordare il film che tra tutti probabilmente meriterebbe l'Oscar: 


 

 

Stelle sulla terra.

Trovate tutto qui su wikipedia : https://it.wikipedia.org/wiki/Stelle_sulla_terra_(film)   

Purtroppo la sua lunghezza (quasi tre ore) e il realismo all'interno di una famiglia indiana di oggi

lo hanno relegato tra i "film d'essai" e non viene quasi mai riproposto sulle reti generaliste, 

ma lo si può ancora ritrovare in una versione ridotta e in Italiano su youtube:

https://www.youtube.com/watch?v=gPCGt6Hz9XI

 

Qui potete vedere  un piccolo brano che illustra il "cuore" del problema:  

https://www.youtube.com/watch?v=-PGPXuktEIc

 Ha già 14 anni, è del 2007, ma credo sia estremamente attuale e non andrebbe dimenticato.

Qualsiasi commento da chi lo scopre o lo riscopre ora è benvenuto.


Buona visione e buone riflessioni


Massimo

Formazionedislessia.it

domenica 25 febbraio 2024

#Non siamo soli : uno spazio per crescere insieme, da soli.

 #Non siamo soli : 

Articoli, video, post, link 
e tante altre cose utili a capire

Questo spazio, sul sito e nel Blog, sarà uno spazio leggero, con solamente dei  link a cose utili al formatore e, speriamo, anche ai dislessici e ai loro compagni di strada.  

https://www.formazionedislessia.it/soluzioni-pratiche/non-siamo-soli/

Benvenuti.

Massimo

FormazioneDislessia.it

mercoledì 31 gennaio 2024

L'interlinea, questa sconosciuta !

Molti di noi la danno per scontata, per "naturale", o non si rendono nemmeno conto che esista.

L'interlinea, ovvero lo spazio tra due righe di testo scritto, è invece fondamentale per permettere ai dislessici di accedere o meno alla lettura di un testo.

Quando una persona con DSA chiede di poter usare un computer, spesso la prima cosa che fa, o che gli si può suggerire di fare, è aprire il documento di testo che si sta leggendo, portarlo in un formato modificabile, ed allargare lo spazio interlineare.
 

L'interlinea normalmente è proporzionale alla grandezza del carattere.
Le sue dimensioni si possono esprimere in scala e/o in modo proporzionale (1:1, 1,5:1) rispetto alla dimensione del carattere, oppure in millimetri, ma questa è un'opzione editoriale solitamente usata per scopi specifici, inutile da sviluppare qui.

Il rapporto interlinea migliore per una persona dislessica è 1,5:1 ovvero un'interlinea ampia una volta e mezza la dimensione del carattere; questo evita i problemi di "accavallamento" delle righe durante la lettura.
Poiché i livelli di dislessia sono assolutamente personali, a volte basta che sia appena superiore all'1:1, altre volte serve arrivare anche proporzioni 2:1 e oltre. 
Ancora una volta, non è un problema di teoria, ma di semplice didassi

Non lo ammetteremo mai, ma un'interlinea minore di 1 dà fastidio anche a noi. 
 
Certamente non è mai stato un problema per i redattori della Gazzetta Ufficiale, lo strumento che dovrebbe permettere l'accesso alle leggi a tutti i cittadini.
Ne abbiamo già parlato per il problema dell'uso del giustificato, sempre #inGiustificato, che in abbinata con spazi interlinea ridotti rende quei testi inaccessibili.
 
 
Qui sotto un brevissimo tutorial che spiega come cambiare l'interlinea su word (file .DOC, .DOCX,  .ODT e simili).
Ringrazio il canale "ComeFareCose" per la capacità di sintesi e la chiarezza.

Dopo aver guardato come si varia l'interlinea, riguardate e rendetevi conto come vari anche la vostra sensazione davanti ad un testo con interlinea di diversa misura.


Come sempre commenti e ampliamenti sono benvenuti.

Massimo 

FormazioneDislessia.it

martedì 30 gennaio 2024

I DSA e la disposizione delle persone in un'aula (anche di adulti)

Pensate alle vostre passeggiate domenicali lungo il Corso principale della vostra città, la "vasca".

Se ci ripensate con attenzione la sensazione che riaffiora è che eravate disturbati dai gesti di chi vi camminava davanti e dalle chiacchiere di chi avevate alle spalle, mentre dei discorsi di chi vi camminava davanti non ricordate nulla, semplicemente non riuscivate a sentirli.

Il suono si propaga in avanti, e questo ce lo dimentichiamo.
Il dislessico conta molto sulla comprensione del verbale, e cerca di stare attento, finché non si arrende e molla tutto. Come farebbe chiunque.

Morale 1) 
Quando un insegnante o un formatore spiega stando girato verso la lavagna, si rende conto di quanto sta penalizzando chi conta proprio sulle sue parole ?

E si rende conto che almeno chi ci vede bene conta molto anche sulla possibilità di lettura del labiale, data dal posizionamento frontale dell'insegnante; questa modalità aiuta molto soprattutto in classi dove  il "rumore di fondo" e il chiacchiericcio sono elevati.

 
 
 
 
Morale 2)
La didattica prospetta classi "orizzontali" ovvero classi fatte di file parallele alla cattedra.
Chi ha difficoltà viene portato davanti per permettergli di leggere meglio e di non distrarsi.
Tutti gli altri dietro e... fate del vostro meglio ragazzi, dai!






Forse non si è mai provato ad essere pragmatici e ad immaginare classi "verticali" o con disposizioni diverse, come nella foto qui sotto, dove gli alunni senza difficoltà, quelli con i risultati migliori, con una grande velocità di apprendimento vengano disposti su un lato della classe, mentre quelli con DSA o, in generale i più sfavoriti, vengono disposti su un altro lato.
 


I primi, una volta sentita la prima spiegazione e capito il concetto, inizieranno ad annoiarsi per le ripetizioni, a commentare, a disturbare, in realtà alla ricerca di stimoli perché annoiati.
E il loro chiacchiericcio, i loro commenti, renderanno molto difficile per chi gli è seduto davanti poter seguire i docenti.

Gli altri, tutti orientati ad ascoltare la ripetizione, se seduti altrove probabilmente saranno più inclini a non disturbarsi a vicenda, e meno tentati di "emulare" il compagno di banco o di rispondergli.

Nella foto che uso come esempio, immaginate che tutti i "bravi" siano quelli che si vedono sul fondo, a fianco al docente, e che quelli "asini" siano tutti assieme attorno a quel tavolo in primo piano, ragazzi che si vedono seguiti dal docente e sicuri che nessuno tra loro disturba, che quando fanno la domanda "stupida" non è poi stupida per nessuno tra di loro... eccetera...

E adesso pensate che, se ve lo avessi chiesto al buio, voi avreste detto che i "bravi" sono quelli in primo piano e i "difficili" quelli sullo sfondo.
Riflettiamoci insieme.

Anche questa è una proposta di didassi che può essere travisata se non vista in un'ottica puramente pragmatica ed attuata solo a fronte di classi che rispondano alle caratteristiche descritte sopra e quando il docente lo ritenga attuabile, ma credo potrebbe essere un buono spunto di riflessione per chi è  didatticamente più bravo e preparato di noi.

Il tutto ovviamente senza che l'intenzione nella disposizione venga esplicitata, mai.

Fatemi sapere cosa ne pensate.
 

Grazie

Massimo

Formazionedislessia.it

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