Oggi voglio parlarvi di un tema che mi sta molto a cuore: la dislessia negli adulti, in particolare quando si tratta di leggere e scrivere in inglese.
Che siate dislessici o no, imparare a leggere e scrivere l'inglese è sempre stato difficile.
Molto più che parlarlo. Per tutti, anche per gli inglesi.
La brutta notizia è che lo sarà sempre, la buona notizia è che non è (solo) colpa vostra ma dell'Inglese.
La lingua inglese è spesso definita una lingua "opaca" e questa "opacità" può creare non poche difficoltà, e non solo per chi convive con la dislessia.
Ma cosa significa esattamente che l'inglese è una lingua opaca?
E come influisce questo sulla nostra capacità di leggere e scrivere?
Lasciate che provi ad iniziare a spiegarvi tutto in modo semplice e chiaro.
Ho detto in modo semplice e chiaro, non ho detto in breve.
Spiegone breve: Cos'è una lingua opaca?
Tecnicamente è una lingua dove il grafema non ha una corrispondenza biunivoca ed immediata con il fonema.
Se non mi avete già mollato, riparto dall'inizio:
I "grafemi", sono i segni grafici, cioè le lettere con cui scriviamo una parola.
I "fonemi" sono i suoni (vocali e consonanti, per capirci) che compongono il suono di quella parola.
In italiano, che è una lingua definita "trasparente", a quasi tutti i suoni corrisponde una sola lettera e a quasi ogni lettera corrisponde un solo suono. Ne parleremo un'altra volta.
In inglese non è proprio così.
Immaginate di dover leggere un testo e di non sapere esattamente come si pronunciano le parole.
È un po' come risolvere un puzzle, dove ogni pezzo rappresenta un suono e non sai mai quale pezzo combacerà perfettamente con quello successivo.
In una lingua "trasparente", come l'italiano, le parole si leggono più o meno come si scrivono: ogni lettera ha un suono specifico e questo suono cambia raramente.
Ad esempio, la parola "cane" si pronuncia esattamente come si scrive.
L'inglese, invece, è una lingua opaca.
Ciò significa che la corrispondenza tra lettere e suoni è meno prevedibile.
Pensate a parole come "though", "through" e "thought".
Si scrivono in modo simile, ma si pronunciano tutte in modo diverso!
Vale per le vocali, ed ancor più per le coppie di vocali !
"it's a great deal!" ci direbbero loro, ma subito le due "ea" si pronunciano in modo diverso.
Allora speri di aver trovato una regola per la doppia "o", come good, mood o moon, ma poi esce blood e non capisci dove hai sbagliato.
Anche per le consonanti non è facile, al punto che c'è una battuta in Inglese :
"All "C" are different in the Pacific Ocean" perché in quelle due parole ci sono 3 "c" tutte pronunciate in modo diverso.
E a volte va anche peggio con le parole:
tra "risata" e "scannare/sgozzare", c'è una sola "s" di differenza, Laughter e Slaughter, ma le pronunce sono totalmente diverse.
Vi spoilero i dati di questa distanza tra grafema e fonema, così inquadrate una faccenda che gli inglesi faticano a riconoscere.
(Vedete che anche il francese comunque non scherza ...)

Questo rende la lettura e la scrittura molto più complicate, specialmente per chi ha la dislessia.
### Le difficoltà specifiche dell'inglese
La dislessia rende già di per sé difficile decodificare le parole.
Se aggiungiamo a questo le complessità dell'inglese, possiamo capire quanto sia grande la sfida.
Ecco alcune delle difficoltà specifiche che l'inglese presenta:
1. **Incoerenza fonetica**: Come abbiamo visto, le stesse lettere o combinazioni di lettere possono essere pronunciate in modi diversi. Un esempio classico è la lettera "a", che in "cat" si pronuncia come [æ], mentre in "father" diventa [ɑː].
2. **Omonimi e omografi**: Parole che si scrivono o si pronunciano allo stesso modo ma hanno significati diversi possono creare molta confusione. Ad esempio, "read" può essere sia il passato che il presente del verbo leggere, ma si pronuncia diversamente: [riːd] nel presente e [rɛd] nel passato.
3. **Parole irregolari**: L'inglese è pieno di parole che non seguono le regole fonetiche standard. Prendiamo "colonel" (colonnello). La pronuncia è [ˈkɜrnəl], che non ha nulla a che fare con la grafia. Questo può essere estremamente frustrante per chi cerca di imparare a leggere in inglese.
### Alcuni dati interessanti
Parliamo un po' di numeri per capire meglio la situazione.
Studi hanno dimostrato che i bambini dislessici impiegano circa il doppio del tempo a imparare a leggere in inglese rispetto a quelli che imparano a leggere in lingue più trasparenti, come l'italiano o il finlandese. In Finlandia, ad esempio, i bambini riescono a leggere correttamente dopo circa due anni di istruzione, mentre i bambini inglesi possono impiegarne quattro o cinque.
Inoltre, circa il 10-15% della popolazione mondiale è affetto da dislessia.
Questo significa che ci sono milioni di persone che affrontano queste difficoltà ogni giorno.
Negli Stati Uniti, uno studio ha rivelato che circa il 20% degli studenti ha problemi di lettura a causa della dislessia.
Questo dato ci fa capire quanto sia cruciale affrontare questo problema in modo efficace.
### Esempi pratici
Immaginate di essere al lavoro e di dover leggere un rapporto importante scritto in inglese.
Già sapete che ci sono parole che conoscete ma che non riuscite a pronunciare correttamente o a decifrare immediatamente.
La parola "choir", ad esempio, si scrive in un modo ma si pronuncia "kwai-er".
Oppure pensate a "knight" e "night": due parole completamente diverse per significato e uso, ma che si pronunciano allo stesso modo.
Un altro esempio comune riguarda le email.
Scrivere un'email professionale in inglese può essere una sfida se si è dislessici.
Gli errori di ortografia sono più comuni e c'è sempre il timore di essere fraintesi a causa di questi errori. Parole come "their", "there" e "they're" sono facili da confondere, anche se conosciamo la differenza tra loro.
### Come possiamo affrontare queste difficoltà?
Fortunatamente, ci sono diverse strategie e strumenti che possono aiutarci a superare queste difficoltà:
1. **Tecnologia assistiva**:
Esistono software di lettura e scrittura che possono aiutare a decodificare le parole.
Ad esempio, i lettori di schermo possono leggere il testo ad alta voce, mentre i correttori ortografici avanzati possono aiutare a individuare e correggere gli errori.
2. **Font speciali**: Alcuni font, come il "Dyslexie" o "OpenDyslexic", sono progettati specificamente per rendere la lettura più facile per chi ha la dislessia.
Questi font modificano la forma delle lettere per evitare confusione visiva.
3. **Metodo fonetico**: Utilizzare un approccio fonetico alla lettura può aiutare a comprendere meglio le parole. Imparare le regole di base della fonetica inglese e applicarle può ridurre l'incertezza.
4. **Pratica costante**: Come per molte altre abilità, la pratica costante è fondamentale.
Leggere regolarmente, anche solo per pochi minuti al giorno, può fare una grande differenza nel lungo periodo.
5. **Supporto professionale**: Rivolgersi a un logopedista o a un esperto di dislessia può fornire strategie personalizzate per affrontare le difficoltà specifiche.
### Conclusione
L'inglese può essere una lingua complessa e talvolta scoraggiante per chi convive con la dislessia, ma non è una sfida impossibile.
Con i giusti strumenti e strategie, possiamo superare queste difficoltà e scoprire il piacere della lettura e della scrittura.
Ricordate, non siete soli in questo percorso: c'è una comunità di persone che condivide le vostre esperienze e che può offrire supporto e consigli.
Non abbiate paura di esplorare nuovi metodi e strumenti, e soprattutto, non scoraggiatevi.
La vostra determinazione e il vostro impegno possono fare la differenza.
Continuate a leggere, a scrivere e a esplorare, perché il mondo delle parole è un tesoro che merita di essere scoperto da tutti, indipendentemente dalle sfide che si affrontano.
Infine, da non dislessico ma da prove empiriche sul campo, credo che per un dislessico il francese sia addirittura ancora più difficile da affrontare dell'inglese.
Infatti, e forse non vi ci siete mai soffermati, la scrittura inglese non prevede l'uso accenti o altri puntini, che invece in francese abbondano e che, a differenza delle lettere, non possono essere scritti in maniera troppo evidente.
Dedicheremo più di un artico anche al francese.
Infine volevo scrivere ai formatori riguardo questo tema, ma visto quanto sono andato lungo, dedicherò a quest'altro punto di vista un articolo a parte.
Ogni commento è benvenuto !
A presto.
Massimo
Formazionedislessia.it