Non siamo eterni.
Dopo giorni a pensare su quale piattaforma aprire questo blog, ho iniziato a riflettere su questo dettaglio che oggi, in rete, non sembra preoccupare nessuno.
In rete tutti concordano che la scelta migliore sia un blog self-hosted, ovvero indipendente da tutte le piattaforme delle grandi società di media.
Le istruzioni sono chiare ed univoche:
"Compra un dominio, dello spazio su un hosting provider e metti in piedi un sito ed un blog dove tutto quello che scrivi è conservato da te e non può essere gestito da altri. Libero."
Ineccepibile.
E se fai business probabilmente è vero al 100%.
Se però non scrivi per far soldi, che rimane sempre una speranza per tutti, chiariamolo, ma per creare una comunità attorno a dei valori, un gruppo che si occupa di un tema che pensi vada oltre te stesso,
allora ti dovresti porre un problema:
Quando io o i miei eredi dovessimo smettere di pagare quel fagiolino per lo spazio di hosting, tutto quello che ho scritto, tutte le idee condivise, che fine farebbero ?
Beh, la risposta è semplice: il mio spazio verrebbe semplicemente svuotato, per darlo ad altri che pagano.
Click!
Ed è sparito tutto.
E se a qualcun altro fosse interessato leggere o tenere in piedi la comunità? Beh... vedete voi.
Controcorrente come al solito, vi passo i risultati del mio ragionamento:
Esistono grandi aziende che hanno nella soglia free il primo step per attirare altri clienti paganti (Jimdo), o che usano i contenuti free per vendere pubblicità, o i clienti stessi, ad altri clienti (Google).
Queste aziende non hanno, ad oggi, alcun interesse a chiudere gli spazi e le informazioni create su questi loro spazi messi a disposizione gratuitamente.
Inoltre sono aziende grandi, slegate dalla volontà del singolo, gestite da consigli aziendali che a spegnere tutto non ci pensano nemmeno lontanamente.
Anche se fallissero, i loro "beni aziendali", ovvero i loro spazi con i relativi clienti/contenuti che vi risiedono, sarebbero la vera ricchezza passata ai creditori.
I siti gratuiti creati su Jimdo come i blog creati su Blogger hanno una probabilità di sopravvivenza al loro creatore più alta che i siti e i blog "potenti" che sono ospitati su piattaforme indipendenti ma a pagamento e che dipendono dal rinnovo annuale dall'abbonamento e quindi, alla fine, dalla situazione delle finanze di una singola tasca.
Per questo ho deciso che questo blog sulla dislessia negli adulti e sulla formazione dei formatori su questo tema nasce qui su Blogger, ed è per questo che il mio sito si sviluppa sulla parte gratuita di Jimdo, che ha permesso anche a me e alla mia ignoranza tecnica di costruire tutto quello che vedete e mi permette di continuare a gestirlo ed aggiornarlo.
Perché, se quel che scrivo sarà utile, rimarrà fruibile anche al di là delle mie scelte e delle mie disponibilità.
O almeno così mi auguro.
Cosa ne dite ?
In bocca al lupo a tutti.
Massimo
FormazioneDislessia.it
"Spoiler: qui non sei su TikTok ! Per ogni articolo servono più di 20 secondi. Io te lo dico prima, poi decidi tu. Benvenuto!" Questo blog è collegato al sito web e al dominio FormazioneDislessia.it. È un blog di informazione e di opinione, senza scopo di lucro né alcuna finalità commerciale diretta o indiretta in qualsiasi forma.
martedì 9 gennaio 2024
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AI ( Intelligenza artificiale) Aziende e Dislessia: prime crepe nel soffitto di cristallo
Qualcosa comincia a muoversi: https://www.axa-im.it/ricerca/investment-institute/trend-futuri/tecnologia/ia-piu-talenti-neurodiversi-le-azie...

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