martedì 30 gennaio 2024

I DSA e la disposizione delle persone in un'aula (anche di adulti)

Pensate alle vostre passeggiate domenicali lungo il Corso principale della vostra città, la "vasca".

Se ci ripensate con attenzione la sensazione che riaffiora è che eravate disturbati dai gesti di chi vi camminava davanti e dalle chiacchiere di chi avevate alle spalle, mentre dei discorsi di chi vi camminava davanti non ricordate nulla, semplicemente non riuscivate a sentirli.

Il suono si propaga in avanti, e questo ce lo dimentichiamo.
Il dislessico conta molto sulla comprensione del verbale, e cerca di stare attento, finché non si arrende e molla tutto. Come farebbe chiunque.

Morale 1) 
Quando un insegnante o un formatore spiega stando girato verso la lavagna, si rende conto di quanto sta penalizzando chi conta proprio sulle sue parole ?

E si rende conto che almeno chi ci vede bene conta molto anche sulla possibilità di lettura del labiale, data dal posizionamento frontale dell'insegnante; questa modalità aiuta molto soprattutto in classi dove  il "rumore di fondo" e il chiacchiericcio sono elevati.

 
 
 
 
Morale 2)
La didattica prospetta classi "orizzontali" ovvero classi fatte di file parallele alla cattedra.
Chi ha difficoltà viene portato davanti per permettergli di leggere meglio e di non distrarsi.
Tutti gli altri dietro e... fate del vostro meglio ragazzi, dai!






Forse non si è mai provato ad essere pragmatici e ad immaginare classi "verticali" o con disposizioni diverse, come nella foto qui sotto, dove gli alunni senza difficoltà, quelli con i risultati migliori, con una grande velocità di apprendimento vengano disposti su un lato della classe, mentre quelli con DSA o, in generale i più sfavoriti, vengono disposti su un altro lato.
 


I primi, una volta sentita la prima spiegazione e capito il concetto, inizieranno ad annoiarsi per le ripetizioni, a commentare, a disturbare, in realtà alla ricerca di stimoli perché annoiati.
E il loro chiacchiericcio, i loro commenti, renderanno molto difficile per chi gli è seduto davanti poter seguire i docenti.

Gli altri, tutti orientati ad ascoltare la ripetizione, se seduti altrove probabilmente saranno più inclini a non disturbarsi a vicenda, e meno tentati di "emulare" il compagno di banco o di rispondergli.

Nella foto che uso come esempio, immaginate che tutti i "bravi" siano quelli che si vedono sul fondo, a fianco al docente, e che quelli "asini" siano tutti assieme attorno a quel tavolo in primo piano, ragazzi che si vedono seguiti dal docente e sicuri che nessuno tra loro disturba, che quando fanno la domanda "stupida" non è poi stupida per nessuno tra di loro... eccetera...

E adesso pensate che, se ve lo avessi chiesto al buio, voi avreste detto che i "bravi" sono quelli in primo piano e i "difficili" quelli sullo sfondo.
Riflettiamoci insieme.

Anche questa è una proposta di didassi che può essere travisata se non vista in un'ottica puramente pragmatica ed attuata solo a fronte di classi che rispondano alle caratteristiche descritte sopra e quando il docente lo ritenga attuabile, ma credo potrebbe essere un buono spunto di riflessione per chi è  didatticamente più bravo e preparato di noi.

Il tutto ovviamente senza che l'intenzione nella disposizione venga esplicitata, mai.

Fatemi sapere cosa ne pensate.
 

Grazie

Massimo

Formazionedislessia.it

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