in qualsiasi livello dell'organizzazione aziendale siano posizionati.
e che non ho più scordato:
è l'ordine in cui sono disposti i mattoni."

"Spoiler: qui non sei su TikTok ! Per ogni articolo servono più di 20 secondi. Io te lo dico prima, poi decidi tu. Benvenuto!" Questo blog è collegato al sito web e al dominio FormazioneDislessia.it. È un blog di informazione e di opinione, senza scopo di lucro né alcuna finalità commerciale diretta o indiretta in qualsiasi forma.

Affiancato al precedente su certe pretese da "rabdomante", vi presento un articolo che ha lo scopo di controbilanciare il "cosa non è" con un "cos'è allora?".
Provo a spiegare il ruolo complesso del formatore aziendale nella formazione di dipendenti dislessici, evidenziando l'integrazione delle conoscenze tecniche necessarie ma generali riguardo l'uso dei famosi "strumenti compensativi", con le esigenze specifiche dell'azienda,
con l'obiettivo di trasformare la dislessia in un vantaggio per l'intera squadra e per l'azienda:
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# Formazione Aziendale e Dislessia: Trasformare una Sfida in Vantaggio
Nel contesto della formazione aziendale per dipendenti con Dislessia o DSA, la conoscenza degli strumenti compensativi è solo una parte del lavoro del formatore.
Il vero valore aggiunto sta nell'integrare queste conoscenze con le competenze tecniche specifiche dell'azienda, al fine di trasformare la dislessia in un vantaggio competitivo per l'intera squadra e non in un handicap che rallenta il lavoro e i risultati.
## Oltre gli Strumenti Compensativi
### Il Ruolo del Formatore
Il formatore aziendale non si limita a conoscere e applicare gli strumenti compensativi.
Il suo ruolo è molto più ampio e complesso, ed include:
1. **Integrazione delle Competenze Aziendali**:
Il formatore deve comprendere a fondo le competenze tecniche specifiche richieste dall'azienda e come queste si intersecano con le esigenze e le potenzialità dei dipendenti dislessici.
2. **Personalizzazione della Formazione**:
Ogni dipendente con dislessia ha esigenze diverse.
Il formatore deve personalizzare l'approccio formativo per massimizzare l'efficacia degli strumenti compensativi nel contesto specifico del lavoro.
3. **Promozione di un Ambiente Inclusivo**:
Il formatore gioca un ruolo cruciale nella creazione di un ambiente di lavoro inclusivo, educando il resto della squadra sull'importanza della diversità e dell'inclusione.
4. **Monitoraggio e Adattamento Continuo**:
La formazione non è un evento unico, ma un processo continuo.
Il formatore deve monitorare costantemente i progressi dei dipendenti e adattare le strategie formative di conseguenza.
## L'Obiettivo Finale: Un Vantaggio Competitivo
### Trasformare la Dislessia in un Punto di Forza
L'obiettivo finale della formazione aziendale per dislessici è di trasformare quella che può essere percepita come una difficoltà in un vantaggio competitivo. Ecco come:
1. **Sfruttare le Abilità Uniche**:
Le persone con dislessia spesso possiedono abilità uniche, come il pensiero creativo e la capacità di risolvere problemi in modi non convenzionali.
Queste abilità possono essere enormi risorse per l'azienda.
2. **Migliorare la Coesione del Team**:
Promuovere un ambiente di lavoro inclusivo e di supporto migliora la coesione del team, aumentando la produttività e la soddisfazione lavorativa di tutti i dipendenti.
3. **Innovazione e Diversità di Pensiero**:
Le squadre diverse sono più innovative.
Includere persone con dislessia nel team può portare a nuove idee e soluzioni creative che migliorano i processi aziendali.
### Casi di Studio e Pratiche Internazionali
#### Regno Unito
Il Chartered Institute of Personnel and Development (CIPD) nel Regno Unito sottolinea l'importanza di non limitarsi a fornire strumenti compensativi, ma di integrare queste tecnologie con le pratiche aziendali. Il CIPD raccomanda di promuovere un ambiente di lavoro inclusivo che valorizzi le abilità uniche dei dipendenti dislessici, contribuendo a migliorare l'innovazione e la produttività aziendale.
(Fonte: [CIPD](https://www.cipd.co.uk))
#### Stati Uniti
Negli Stati Uniti, il Job Accommodation Network (JAN) fornisce risorse e linee guida su come le aziende possono integrare le esigenze dei dipendenti dislessici con le competenze tecniche richieste dal lavoro. JAN enfatizza l'importanza di un approccio personalizzato e continuo, che vada oltre l'uso degli strumenti compensativi per sfruttare pienamente le potenzialità dei dipendenti.
(Fonte: [JAN](https://askjan.org))
#### Francia
In Francia, l'Association Française de la Dyslexie (AFD) promuove iniziative che incoraggiano le aziende a vedere la dislessia non come un ostacolo, ma come un'opportunità per migliorare la diversità e la creatività del team.
L'AFD evidenzia che un supporto adeguato e una formazione personalizzata possono trasformare le difficoltà in punti di forza.
(Fonte: [Association Française de la Dyslexie](https://www.afdys.org))
## Conclusione
La formazione aziendale per dipendenti con dislessia va ben oltre la semplice conoscenza degli strumenti compensativi.
È un processo dinamico e integrato che richiede una comprensione profonda delle competenze tecniche dell'azienda e delle esigenze specifiche dei dipendenti.
Il vero obiettivo è trasformare la dislessia in un vantaggio competitivo, migliorando l'innovazione, la coesione del team e la produttività complessiva.
Solo attraverso un approccio inclusivo e personalizzato possiamo raggiungere questo obiettivo, valorizzando pienamente le potenzialità di ogni dipendente.
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### Riferimenti:
1. Chartered Institute of Personnel and Development.
Disponibile su: https://www.cipd.co.uk
2. Job Accommodation Network.
Disponibile su: https://askjan.org
3. Association Française de la Dyslexie.
Disponibile su: https://www.afdys.org
Ogni commento è sempre benvenuto !
Massimo
Formatori, non rabdomanti!
Nel mondo dell'istruzione e della formazione, è fondamentale chiarire i ruoli e le responsabilità di ciascun professionista coinvolto nella gestione della Dislessia e dei DSA.
Spesso c'è una confusione diffusa riguardo a ciò che i formatori devono fare, portando a malintesi e aspettative irrealistiche.
Uno di questi malintesi è l'idea che il formatore debba individuare e diagnosticare la dislessia;
o, peggio ancora, certificarla.
Invece è importante sottolineare che il compito del formatore non è quello di essere un "rabdomante" alla ricerca di indizi e sintomi di dislessia, ma piuttosto quello di intervenire a valle, successivamente alla diagnosi per fornire supporto e strumenti adeguati.
L'articolo di oggi è focalizzato sui formatori aziendali e sulla formazione erogata a dislessici adulti sul luogo di lavoro, con riferimenti specifici alle pratiche e agli strumenti utilizzati nelle aziende:
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Nel contesto aziendale, la formazione per dipendenti con dislessia rappresenta una sfida e un'opportunità. È cruciale distinguere chiaramente il ruolo dei formatori aziendali rispetto a quello dei professionisti medici e psicologici.
I formatori non devono essere considerati "rabdomanti" alla ricerca di sintomi di dislessia, ma esperti che entrano in gioco dopo che la diagnosi è stata effettuata da specialisti.
Il loro compito è fornire gli strumenti e le strategie necessarie per permettere ai dipendenti con dislessia di eccellere nel loro ambiente di lavoro.
## Il Ruolo del Formatore Aziendale
I formatori aziendali intervengono a valle della valutazione medica e psicologica della dislessia.
Una volta che un dipendente è stato diagnosticato come portatore di Dislessia o di un DSA, il formatore ha il compito di implementare strategie di formazione specifiche per supportare l'apprendimento e la produttività del dipendente.
### Competenze e Responsabilità del Formatore Aziendale
1. **Adattamento delle Metodologie di Formazione**:
Utilizzo di metodologie didattiche adattate che possono includere supporti visivi, tecnologie assistive e approcci multisensoriali per facilitare l'apprendimento.
2. **Creazione di Ambienti di Lavoro Inclusivi**:
Sviluppo di politiche e pratiche che promuovono un ambiente di lavoro inclusivo, riducendo le barriere che i dipendenti con dislessia potrebbero incontrare.
3. **Formazione e Sensibilizzazione**:
Educazione e sensibilizzazione del personale aziendale riguardo alla dislessia, promuovendo la comprensione e l'inclusione.
4. **Supporto Continuo**: Offerta di supporto continuo ai dipendenti con dislessia, monitorando i loro progressi e adattando le strategie formative in base alle loro necessità.
## Strumenti e Pratiche Utilizzate
### Tecnologie Assistive ovvero gli "Strumenti Compensativi"
Le tecnologie assistive sono fondamentali nel supportare i dipendenti con dislessia.
Tra queste troviamo:
- **Software di Sintesi Vocale**: Strumenti come Dragon NaturallySpeaking o Kurzweil 3000 che leggono ad alta voce i testi, facilitando la comprensione.
- **Software di Previsione di Testo**: Programmi come Texthelp Read&Write che assistono nella scrittura prevedendo le parole che l'utente sta per digitare.
- **App per la Gestione del Tempo**: Applicazioni come Trello o Asana che aiutano nella gestione dei progetti e delle scadenze.
### Adattamenti e Modifiche Ambientali
Le aziende possono implementare vari adattamenti per facilitare l'inclusione di dipendenti con dislessia, come:
- **Postazioni di Lavoro Personalizzate**:
Creazione di spazi di lavoro che minimizzano le distrazioni e favoriscono la concentrazione.
- **Materiali di Formazione Accessibili**:
Fornitura di materiali di formazione in formati diversi (audio, video, testo semplice) per soddisfare diverse esigenze di apprendimento.
## Cosa Dicono gli Esperti
### Francia
In Francia, l'approccio alla formazione per adulti dislessici sul posto di lavoro è supportato da iniziative governative e private che promuovono l'inclusione lavorativa.
Secondo l'Association Française de la Dyslexie (AFD), le aziende devono adottare politiche di inclusione e fornire formazione continua ai formatori per garantire un supporto adeguato ai dipendenti con dislessia. (Fonte: [Association Française de la Dyslexie](https://www.afdys.org))
### Inghilterra
Il Chartered Institute of Personnel and Development (CIPD) nel Regno Unito evidenzia l'importanza di creare ambienti di lavoro inclusivi e adattare la formazione per soddisfare le esigenze dei dipendenti con dislessia.
Le linee guida del CIPD incoraggiano le aziende a utilizzare tecnologie assistive e a fornire supporto continuo per migliorare le prestazioni dei dipendenti con dislessia.
(Fonte: [CIPD](https://www.cipd.co.uk))
### USA
Negli Stati Uniti, l'Equal Employment Opportunity Commission (EEOC)
e il Job Accommodation Network (JAN) forniscono risorse e linee guida
su come le aziende possono supportare i dipendenti con dislessia.
Gli strumenti tecnologici e gli adattamenti ambientali sono fortemente raccomandati per promuovere l'inclusione e migliorare la produttività dei dipendenti.
(Fonte: [EEOC](https://www.eeoc.gov), [JAN](https://askjan.org))
## Conclusione
I formatori aziendali devono riconoscere e rispettare i confini del loro ruolo.
Non sono rabdomanti alla ricerca di sintomi di dislessia, ma esperti che forniscono supporto pratico e continuo ai dipendenti diagnosticati.
Attraverso l'uso di tecnologie assistive, adattamenti ambientali e formazione continua, i formatori possono contribuire significativamente al successo e alla soddisfazione lavorativa dei dipendenti con dislessia.
Solo attraverso una collaborazione chiara e ben definita tra tutti i professionisti coinvolti possiamo offrire il miglior supporto possibile a chi ne ha bisogno.
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### Riferimenti:
1. Association Française de la Dyslexie.
Disponibile su: https://www.afdys.org
2. Chartered Institute of Personnel and Development.
Disponibile su: https://www.cipd.co.uk
3. Equal Employment Opportunity Commission.
Disponibile su: https://www.eeoc.gov
4. Job Accommodation Network.
Disponibile su: https://askjan.org
Se avete commenti, aggiunte o esperienze che possono aiutare la comunità, sono sempre benvenute.
Massimo
Oggi voglio parlarvi di un tema che mi sta molto a cuore: la dislessia negli adulti, in particolare quando si tratta di leggere e scrivere in inglese.
Che siate dislessici o no, imparare a leggere e scrivere l'inglese è sempre stato difficile.
Molto più che parlarlo. Per tutti, anche per gli inglesi.
La brutta notizia è che lo sarà sempre, la buona notizia è che non è (solo) colpa vostra ma dell'Inglese.
La lingua inglese è spesso definita una lingua "opaca" e questa "opacità" può creare non poche difficoltà, e non solo per chi convive con la dislessia.
Ma cosa significa esattamente che l'inglese è una lingua opaca?
E come influisce questo sulla nostra capacità di leggere e scrivere?
Lasciate che provi ad iniziare a spiegarvi tutto in modo semplice e chiaro.
Ho detto in modo semplice e chiaro, non ho detto in breve.
Spiegone breve: Cos'è una lingua opaca?
Tecnicamente è una lingua dove il grafema non ha una corrispondenza biunivoca ed immediata con il fonema.
Se non mi avete già mollato, riparto dall'inizio:
I "grafemi", sono i segni grafici, cioè le lettere con cui scriviamo una parola.
I "fonemi" sono i suoni (vocali e consonanti, per capirci) che compongono il suono di quella parola.
In italiano, che è una lingua definita "trasparente", a quasi tutti i suoni corrisponde una sola lettera e a quasi ogni lettera corrisponde un solo suono. Ne parleremo un'altra volta.
In inglese non è proprio così.
Immaginate di dover leggere un testo e di non sapere esattamente come si pronunciano le parole.
È un po' come risolvere un puzzle, dove ogni pezzo rappresenta un suono e non sai mai quale pezzo combacerà perfettamente con quello successivo.
In una lingua "trasparente", come l'italiano, le parole si leggono più o meno come si scrivono: ogni lettera ha un suono specifico e questo suono cambia raramente.
Ad esempio, la parola "cane" si pronuncia esattamente come si scrive.
L'inglese, invece, è una lingua opaca.
Ciò significa che la corrispondenza tra lettere e suoni è meno prevedibile.
Pensate a parole come "though", "through" e "thought".
Si scrivono in modo simile, ma si pronunciano tutte in modo diverso!
Vale per le vocali, ed ancor più per le coppie di vocali !
"it's a great deal!" ci direbbero loro, ma subito le due "ea" si pronunciano in modo diverso.
Allora speri di aver trovato una regola per la doppia "o", come good, mood o moon, ma poi esce blood e non capisci dove hai sbagliato.
Anche per le consonanti non è facile, al punto che c'è una battuta in Inglese :
"All "C" are different in the Pacific Ocean" perché in quelle due parole ci sono 3 "c" tutte pronunciate in modo diverso.
E a volte va anche peggio con le parole:
tra "risata" e "scannare/sgozzare", c'è una sola "s" di differenza, Laughter e Slaughter, ma le pronunce sono totalmente diverse.
Vi spoilero i dati di questa distanza tra grafema e fonema, così inquadrate una faccenda che gli inglesi faticano a riconoscere.
(Vedete che anche il francese comunque non scherza ...)
Questo rende la lettura e la scrittura molto più complicate, specialmente per chi ha la dislessia.
### Le difficoltà specifiche dell'inglese
La dislessia rende già di per sé difficile decodificare le parole.
Se aggiungiamo a questo le complessità dell'inglese, possiamo capire quanto sia grande la sfida.
Ecco alcune delle difficoltà specifiche che l'inglese presenta:
1. **Incoerenza fonetica**: Come abbiamo visto, le stesse lettere o combinazioni di lettere possono essere pronunciate in modi diversi. Un esempio classico è la lettera "a", che in "cat" si pronuncia come [æ], mentre in "father" diventa [ɑː].
2. **Omonimi e omografi**: Parole che si scrivono o si pronunciano allo stesso modo ma hanno significati diversi possono creare molta confusione. Ad esempio, "read" può essere sia il passato che il presente del verbo leggere, ma si pronuncia diversamente: [riːd] nel presente e [rɛd] nel passato.
3. **Parole irregolari**: L'inglese è pieno di parole che non seguono le regole fonetiche standard. Prendiamo "colonel" (colonnello). La pronuncia è [ˈkɜrnəl], che non ha nulla a che fare con la grafia. Questo può essere estremamente frustrante per chi cerca di imparare a leggere in inglese.
### Alcuni dati interessanti
Parliamo un po' di numeri per capire meglio la situazione.
Studi hanno dimostrato che i bambini dislessici impiegano circa il doppio del tempo a imparare a leggere in inglese rispetto a quelli che imparano a leggere in lingue più trasparenti, come l'italiano o il finlandese. In Finlandia, ad esempio, i bambini riescono a leggere correttamente dopo circa due anni di istruzione, mentre i bambini inglesi possono impiegarne quattro o cinque.
Inoltre, circa il 10-15% della popolazione mondiale è affetto da dislessia.
Questo significa che ci sono milioni di persone che affrontano queste difficoltà ogni giorno.
Negli Stati Uniti, uno studio ha rivelato che circa il 20% degli studenti ha problemi di lettura a causa della dislessia.
Questo dato ci fa capire quanto sia cruciale affrontare questo problema in modo efficace.
### Esempi pratici
Immaginate di essere al lavoro e di dover leggere un rapporto importante scritto in inglese.
Già sapete che ci sono parole che conoscete ma che non riuscite a pronunciare correttamente o a decifrare immediatamente.
La parola "choir", ad esempio, si scrive in un modo ma si pronuncia "kwai-er".
Oppure pensate a "knight" e "night": due parole completamente diverse per significato e uso, ma che si pronunciano allo stesso modo.
Un altro esempio comune riguarda le email.
Scrivere un'email professionale in inglese può essere una sfida se si è dislessici.
Gli errori di ortografia sono più comuni e c'è sempre il timore di essere fraintesi a causa di questi errori. Parole come "their", "there" e "they're" sono facili da confondere, anche se conosciamo la differenza tra loro.
### Come possiamo affrontare queste difficoltà?
Fortunatamente, ci sono diverse strategie e strumenti che possono aiutarci a superare queste difficoltà:
1. **Tecnologia assistiva**:
Esistono software di lettura e scrittura che possono aiutare a decodificare le parole.
Ad esempio, i lettori di schermo possono leggere il testo ad alta voce, mentre i correttori ortografici avanzati possono aiutare a individuare e correggere gli errori.
2. **Font speciali**: Alcuni font, come il "Dyslexie" o "OpenDyslexic", sono progettati specificamente per rendere la lettura più facile per chi ha la dislessia.
Questi font modificano la forma delle lettere per evitare confusione visiva.
3. **Metodo fonetico**: Utilizzare un approccio fonetico alla lettura può aiutare a comprendere meglio le parole. Imparare le regole di base della fonetica inglese e applicarle può ridurre l'incertezza.
4. **Pratica costante**: Come per molte altre abilità, la pratica costante è fondamentale.
Leggere regolarmente, anche solo per pochi minuti al giorno, può fare una grande differenza nel lungo periodo.
5. **Supporto professionale**: Rivolgersi a un logopedista o a un esperto di dislessia può fornire strategie personalizzate per affrontare le difficoltà specifiche.
### Conclusione
L'inglese può essere una lingua complessa e talvolta scoraggiante per chi convive con la dislessia, ma non è una sfida impossibile.
Con i giusti strumenti e strategie, possiamo superare queste difficoltà e scoprire il piacere della lettura e della scrittura.
Ricordate, non siete soli in questo percorso: c'è una comunità di persone che condivide le vostre esperienze e che può offrire supporto e consigli.
Non abbiate paura di esplorare nuovi metodi e strumenti, e soprattutto, non scoraggiatevi.
La vostra determinazione e il vostro impegno possono fare la differenza.
Continuate a leggere, a scrivere e a esplorare, perché il mondo delle parole è un tesoro che merita di essere scoperto da tutti, indipendentemente dalle sfide che si affrontano.
Infine, da non dislessico ma da prove empiriche sul campo, credo che per un dislessico il francese sia addirittura ancora più difficile da affrontare dell'inglese.
Ogni commento è benvenuto !
A presto.
Massimo
Quello che allego questa volta è un articolo del 2021, di due professori emeriti (quindi ormai in pensione) dell'Università di Albany (stato di New York, USA) che denunciano e rifiutano il pensiero unico che vige negli USA da qualche anno nei confronti della didattica ai bambini dislessici.
L'obiettivo di questo lavoro è riportare il dubbio scientifico là dove spesso oramai ci sono solo certezze autoreferenziali.
Loro insegnano nel "Literacy Teaching and Learning Department" cioè nel Dipartimento di Insegnamento e Apprendimento dell'Alfabetizzazione, quindi il loro è un orientamento estremamente focalizzato sulla didattica rivolta ai bambini e ai ragazzi nei primi anni di scuola.
Trovate il documento in originale qui: https://journals.sagepub.com/
Il loro lavoro è fortemente improntato a incidere nel contesto americano, molto diverso dal nostro.
Nonostante ciò, ritengo che le loro considerazioni possano aiutare a "rivedere le bucce" cioè a dare meno per scontate molte "certezze" che abbiamo tutti in molti ambiti.
Trovate i loro profili sul sito dell'università:
qui: https://www.albany.edu/education/faculty/donna-scanlon
e qui: https://www.albany.edu/education/faculty/peter-johnston
So che molti tra coloro che si interessano alla dislessia ne sono al contempo coinvolti, quindi sono convinto che la lettura direttamente in inglese, ovvero nella lingua (scritta in caratteri latini) più opaca che io conosca e con la formattazione microscopica usata per editare i lavori scientifici, impediscano a molti di leggere direttamente quei lavori.
Quindi mi sono permesso di preparare una traduzione in Italiano, in un formato editoriale che sto sperimentando, pensato per persone con forme di dislessia molto marcata.
Non essendo un traduttore abilitato la mia non è una traduzione ufficiale né autorizzata, ma visto che conosco bene l'inglese e che il traduttore di Google fa miracoli chiarendo i dubbi, mi permetto, con tutte le precauzioni e i disclaimer del caso, di metterla a disposizione di chi probabilmente non affronterebbe mai la lettura del testo originale.
L'immagine in questo post è della prima pagina di questo lavoro
La trovate qui:
https://drive.google.com/file/d/1l2Cyy5pF-gsjSgdwT4Ya-b8dcIH86VcD/view?usp=sharing
Credo che possa aprire molte riflessioni.
Fatemi sapere
Massimo
Quando studiavo, mi è stato insegnato che la differenza principale tra scienza e religione sta nell'atteggiamento verso il dubbio e verso le certezze.
La scienza coltiva il dubbio e ha l'abitudine di verificare nuovamente qualunque tesi, anche la più certa;
la religione, invece, qualunque religione, si fonda su certezze e dogmi che sono, per definizione, definitivi e indiscutibili.
Negli ultimi anni, soprattutto negli USA, ho visto uscire saggi “scientifici” che mi lasciano inquieto.
Articoli che "spiegano scientificamente" l'inutilità dei font per i dislessici e sembrano prendere una posizione definitiva, scientificamente già accertata e definitiva.
Poiché le mie esperienze con i dislessici sono molto diverse, mi sono preso il tempo di analizzare le affermazioni contenute in quegli articoli.
Scrivo qui adesso chiedendovi semplicemente di analizzare i prossimi appunti, per vedere se c'è spazio anche per una revisione di tali presupposti e pensieri, aprendo spazio a dubbi scientifici e futuri sereni nuovi confronti.
Le mie non sono quindi “obiezioni formali”, ma dubbi che sollevo e che vi chiedo di verificare, per essere eticamente confortato nelle affermazioni che vengono fatte, consapevole del forte impatto che esse hanno sulla vita di tanti dislessici.
Credo che un'azione di "Fact-Checking", quello che una volta chiamavamo "rivedere le bucce", sia più che mai necessaria, e mi impegno a farla e a fare da collettore a tutte le voci sensate fuori dal coro
Come sapete trovare materiale sul tema dislessia non è facile.
Una possibilità è quella di curiosare sui vari siti che se ne occupano in giro per il mondo.
Ecco qui un articolo, già datato, del 2018, che elenca i migliori siti degli USA per prendere consapevolezza della propria dislessia.
Credo proprio che valga la pena tenerli d'occhio. (Ovviamente tutti in Inglese!)
L'originale in inglese lo trovate qui:
https://www.theliteracynest.com/2018/08/websites-for-dyslexia-awareness.html
Grazie Emily !
Poi fatemi sapere i vostri commenti.
Buona lettura
Massimo
Se stai appena iniziando il tuo viaggio per capire la dislessia o cercando di trovare strumenti di riferimento utili per diffondere la consapevolezza della dislessia, hai bisogno di un elenco di go-to (di informazioni dirette).
Ho parlato con un sacco di insegnanti in classe nel corso degli anni
che vogliono davvero conoscere la dislessia; perché? Indovinate il motivo?
I loro professori (degli insegnanti, quelli che insegnano ad insegnare) (n.d.r.), non hanno mai affrontato il tema della dislessia in nessuno dei loro corsi
di formazione degli insegnanti.
E non è colpa loro.
Si tratta di un
problema sistemico con i college e le università che ha bisogno di un
serio cambiamento.
Cercare online siti ben rispettati e informativi sulla dislessia a volte può essere un po' difficoltoso.
Ho portato questa la ricerca e le mie riflessioni qui per voi sul sito.
NOTA: Oltre ai siti che diffondono la consapevolezza, potresti volere una fonte attendibile per familiarizzare con la legge sull'istruzione speciale, la difesa e la legislazione negli Stati Uniti. Ti incoraggio vivamente a controllare WrightsLaw per questo scopo.
Qualcosa comincia a muoversi: https://www.axa-im.it/ricerca/investment-institute/trend-futuri/tecnologia/ia-piu-talenti-neurodiversi-le-azie...