venerdì 24 maggio 2024

L'Inglese e la dislessia (1)

Oggi voglio parlarvi di un tema che mi sta molto a cuore: la dislessia negli adulti, in particolare quando si tratta di leggere e scrivere in inglese. 

 


 

Che siate dislessici o no, imparare a leggere e scrivere l'inglese è sempre stato difficile.
Molto più che parlarlo. Per tutti, anche per gli inglesi.

La brutta notizia è che lo sarà sempre, la buona notizia è che non è (solo) colpa vostra ma dell'Inglese.

La lingua inglese è spesso definita una lingua "opaca" e questa "opacità" può creare non poche difficoltà, e non solo per chi convive con la dislessia. 

Ma cosa significa esattamente che l'inglese è una lingua opaca?
E come influisce questo sulla nostra capacità di leggere e scrivere?
Lasciate che provi ad iniziare a spiegarvi tutto in modo semplice e chiaro.
Ho detto in modo semplice e chiaro, non ho detto in breve. 

Spiegone breve: Cos'è una lingua opaca? 

Tecnicamente è una lingua dove il grafema non ha una corrispondenza biunivoca ed immediata con il fonema.

Se non mi avete già mollato, riparto dall'inizio:
I "grafemi", sono i segni grafici, cioè le lettere con cui scriviamo una parola.

I "fonemi" sono i suoni (vocali e consonanti, per capirci) che compongono il suono di quella parola.

In italiano, che è una lingua definita "trasparente",  a quasi tutti i suoni corrisponde una sola lettera e  a quasi ogni lettera corrisponde un solo suono. Ne parleremo un'altra volta.

In inglese non è proprio così.

Immaginate di dover leggere un testo e di non sapere esattamente come si pronunciano le parole.
È un po' come risolvere un puzzle, dove ogni pezzo rappresenta un suono e non sai mai quale pezzo combacerà perfettamente con quello successivo.
In una lingua "trasparente", come l'italiano, le parole si leggono più o meno come si scrivono: ogni lettera ha un suono specifico e questo suono cambia raramente.
Ad esempio, la parola "cane" si pronuncia esattamente come si scrive.

L'inglese, invece, è una lingua opaca.
Ciò significa che la corrispondenza tra lettere e suoni è meno prevedibile.
Pensate a parole come "though", "through" e "thought".
Si scrivono in modo simile, ma si pronunciano tutte in modo diverso! 


Vale per le vocali, ed ancor più per le coppie di vocali !
"it's a great deal!" ci direbbero loro, ma subito le due "ea" si pronunciano in modo diverso.

Allora speri di aver trovato una regola per la doppia "o", come good, mood o moon, ma poi esce blood e non capisci dove hai sbagliato.

Anche per le consonanti non è facile, al punto che c'è una battuta in Inglese : 
"All "C" are different in the Pacific Ocean" perché in quelle due parole ci sono 3 "c" tutte pronunciate in modo diverso.

E a volte va anche peggio con le parole:
tra "risata" e "scannare/sgozzare", c'è una sola "s" di differenza, Laughter e Slaughter, ma le pronunce sono totalmente diverse.

Vi spoilero i dati di questa distanza tra grafema e fonema, così inquadrate una faccenda che gli inglesi faticano a riconoscere.
(Vedete che anche il francese comunque non scherza ...)




Questo rende la lettura e la scrittura molto più complicate, specialmente per chi ha la dislessia.

### Le difficoltà specifiche dell'inglese

La dislessia rende già di per sé difficile decodificare le parole.
Se aggiungiamo a questo le complessità dell'inglese, possiamo capire quanto sia grande la sfida.
Ecco alcune delle difficoltà specifiche che l'inglese presenta:

1. **Incoerenza fonetica**: Come abbiamo visto, le stesse lettere o combinazioni di lettere possono essere pronunciate in modi diversi. Un esempio classico è la lettera "a", che in "cat" si pronuncia come [æ], mentre in "father" diventa [ɑː].

2. **Omonimi e omografi**: Parole che si scrivono o si pronunciano allo stesso modo ma hanno significati diversi possono creare molta confusione. Ad esempio, "read" può essere sia il passato che il presente del verbo leggere, ma si pronuncia diversamente: [riːd] nel presente e [rɛd] nel passato.

3. **Parole irregolari**: L'inglese è pieno di parole che non seguono le regole fonetiche standard. Prendiamo "colonel" (colonnello). La pronuncia è [ˈkɜrnəl], che non ha nulla a che fare con la grafia. Questo può essere estremamente frustrante per chi cerca di imparare a leggere in inglese.

### Alcuni dati interessanti

Parliamo un po' di numeri per capire meglio la situazione.
Studi hanno dimostrato che i bambini dislessici impiegano circa il doppio del tempo a imparare a leggere in inglese rispetto a quelli che imparano a leggere in lingue più trasparenti, come l'italiano o il finlandese. In Finlandia, ad esempio, i bambini riescono a leggere correttamente dopo circa due anni di istruzione, mentre i bambini inglesi possono impiegarne quattro o cinque.

Inoltre, circa il 10-15% della popolazione mondiale è affetto da dislessia.
Questo significa che ci sono milioni di persone che affrontano queste difficoltà ogni giorno.
Negli Stati Uniti, uno studio ha rivelato che circa il 20% degli studenti ha problemi di lettura a causa della dislessia.
Questo dato ci fa capire quanto sia cruciale affrontare questo problema in modo efficace.

### Esempi pratici

Immaginate di essere al lavoro e di dover leggere un rapporto importante scritto in inglese.
Già sapete che ci sono parole che conoscete ma che non riuscite a pronunciare correttamente o a decifrare immediatamente.
La parola "choir", ad esempio, si scrive in un modo ma si pronuncia "kwai-er".
Oppure pensate a "knight" e "night": due parole completamente diverse per significato e uso, ma che si pronunciano allo stesso modo.

Un altro esempio comune riguarda le email.
Scrivere un'email professionale in inglese può essere una sfida se si è dislessici.
Gli errori di ortografia sono più comuni e c'è sempre il timore di essere fraintesi a causa di questi errori. Parole come "their", "there" e "they're" sono facili da confondere, anche se conosciamo la differenza tra loro.

### Come possiamo affrontare queste difficoltà?

Fortunatamente, ci sono diverse strategie e strumenti che possono aiutarci a superare queste difficoltà:

1. **Tecnologia assistiva**:
Esistono software di lettura e scrittura che possono aiutare a decodificare le parole.
Ad esempio, i lettori di schermo possono leggere il testo ad alta voce, mentre i correttori ortografici avanzati possono aiutare a individuare e correggere gli errori.

2. **Font speciali**: Alcuni font, come il "Dyslexie" o "OpenDyslexic", sono progettati specificamente per rendere la lettura più facile per chi ha la dislessia.
Questi font modificano la forma delle lettere per evitare confusione visiva.

3. **Metodo fonetico**: Utilizzare un approccio fonetico alla lettura può aiutare a comprendere meglio le parole. Imparare le regole di base della fonetica inglese e applicarle può ridurre l'incertezza.

4. **Pratica costante**: Come per molte altre abilità, la pratica costante è fondamentale.
Leggere regolarmente, anche solo per pochi minuti al giorno, può fare una grande differenza nel lungo periodo.

5. **Supporto professionale**: Rivolgersi a un logopedista o a un esperto di dislessia può fornire strategie personalizzate per affrontare le difficoltà specifiche.

### Conclusione

L'inglese può essere una lingua complessa e talvolta scoraggiante per chi convive con la dislessia, ma non è una sfida impossibile.
Con i giusti strumenti e strategie, possiamo superare queste difficoltà e scoprire il piacere della lettura e della scrittura.
Ricordate, non siete soli in questo percorso: c'è una comunità di persone che condivide le vostre esperienze e che può offrire supporto e consigli.

Non abbiate paura di esplorare nuovi metodi e strumenti, e soprattutto, non scoraggiatevi.
La vostra determinazione e il vostro impegno possono fare la differenza.
Continuate a leggere, a scrivere e a esplorare, perché il mondo delle parole è un tesoro che merita di essere scoperto da tutti, indipendentemente dalle sfide che si affrontano.

Infine, da non dislessico ma da prove empiriche sul campo, credo che per un dislessico il francese sia addirittura ancora più difficile da affrontare dell'inglese.


Infatti, e forse non vi ci siete mai soffermati, la scrittura inglese non prevede l'uso accenti o altri puntini, che invece in francese abbondano e che, a differenza delle lettere, non possono essere scritti in maniera troppo evidente.
Dedicheremo più di un artico anche al francese.

Infine volevo scrivere ai formatori riguardo questo tema, ma visto quanto sono andato lungo, dedicherò a quest'altro punto di vista un articolo a parte.




Ogni commento è benvenuto !

A presto.

Massimo

Formazionedislessia.it

mercoledì 24 aprile 2024

Scienza o religione ? Ecco un articolo mooooooolto laico

Quello che allego questa volta è un articolo del 2021, di due professori emeriti (quindi ormai in pensione) dell'Università di Albany (stato di New York, USA) che denunciano e rifiutano il pensiero unico che vige negli USA da qualche anno nei confronti della didattica ai bambini dislessici.


L'obiettivo di questo lavoro è riportare il dubbio scientifico là dove spesso oramai ci sono solo certezze  autoreferenziali.

Loro insegnano nel  "Literacy Teaching and Learning Department" cioè nel Dipartimento di Insegnamento e Apprendimento dell'Alfabetizzazione, quindi il loro è un orientamento estremamente focalizzato sulla didattica rivolta ai bambini e ai ragazzi nei primi anni di scuola.

Trovate il documento in originale qui:  https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/23813377211024625

Il loro lavoro è fortemente improntato a incidere nel contesto americano, molto diverso dal nostro.
Nonostante ciò, ritengo che le loro considerazioni possano aiutare a "rivedere le bucce" cioè a dare meno per scontate molte "certezze" che abbiamo tutti in molti ambiti.

Trovate i loro profili sul sito dell'università:

qui:  https://www.albany.edu/education/faculty/donna-scanlon  

e qui:   https://www.albany.edu/education/faculty/peter-johnston  

So che molti tra coloro che si interessano alla dislessia ne sono al contempo coinvolti, quindi sono convinto che la lettura direttamente in inglese, ovvero nella lingua (scritta in caratteri latini) più opaca che io conosca e con la formattazione microscopica usata per editare i lavori scientifici, impediscano a molti di leggere direttamente quei lavori. 

Quindi mi sono permesso di preparare una traduzione in Italiano, in un formato editoriale che sto sperimentando, pensato per persone con forme di dislessia molto marcata.

Non essendo un traduttore abilitato la mia non è una traduzione ufficiale né autorizzata, ma visto che conosco bene l'inglese e che il traduttore di Google fa miracoli chiarendo i dubbi, mi permetto, con tutte le precauzioni e i disclaimer del caso, di metterla a disposizione di chi probabilmente non affronterebbe mai la lettura del testo originale.

L'immagine in questo post è della prima pagina  di questo lavoro

La trovate qui:

https://drive.google.com/file/d/1l2Cyy5pF-gsjSgdwT4Ya-b8dcIH86VcD/view?usp=sharing   

Credo che possa aprire molte riflessioni.


Fatemi sapere

Massimo

Formazionedislessia.it




giovedì 18 aprile 2024

Scienza o religione?

  Quando studiavo, mi è stato insegnato che la differenza principale tra scienza e religione sta nell'atteggiamento verso il dubbio e verso le certezze.  


 

La scienza coltiva il dubbio e ha l'abitudine di verificare nuovamente qualunque tesi, anche la più certa;  

la religione, invece, qualunque religione, si fonda su certezze e dogmi che sono, per definizione, definitivi e indiscutibili. 

Negli ultimi anni, soprattutto negli USA, ho visto uscire saggi “scientifici” che mi lasciano inquieto.

Articoli che "spiegano scientificamente" l'inutilità dei font per i dislessici e sembrano prendere una posizione definitiva, scientificamente già accertata e definitiva. 

 Poiché le mie esperienze con i dislessici sono molto diverse, mi sono preso il tempo di analizzare le affermazioni contenute in quegli articoli. 

 Scrivo qui adesso chiedendovi semplicemente di analizzare i prossimi appunti, per vedere se c'è spazio anche per una revisione di tali presupposti e pensieri, aprendo spazio a dubbi scientifici e futuri sereni nuovi confronti.  

Le mie non sono quindi “obiezioni formali”, ma dubbi che sollevo e che vi chiedo di verificare, per essere eticamente confortato nelle affermazioni che vengono fatte, consapevole del forte impatto che esse hanno sulla vita di tanti dislessici.

Credo che un'azione di "Fact-Checking", quello che una volta chiamavamo "rivedere le bucce", sia più che mai necessaria, e mi impegno a farla e a fare da collettore a tutte le voci sensate fuori dal coro

giovedì 4 aprile 2024

i primi 10 siti americani per la consapevolezza sulla dislessia (articolo tradotto)

Come sapete trovare materiale sul tema dislessia non è facile.
Una possibilità è quella di curiosare sui vari siti che se ne occupano in giro per il mondo.

Ecco qui un articolo, già datato, del 2018, che elenca i migliori siti degli USA per prendere consapevolezza della  propria dislessia.
Credo proprio che valga la pena tenerli d'occhio. (Ovviamente tutti in Inglese!)

L'originale in inglese lo trovate qui:
https://www.theliteracynest.com/2018/08/websites-for-dyslexia-awareness.html

Grazie Emily ! 



Poi fatemi sapere i vostri commenti.

Buona lettura


Massimo

formazionedislessia.it



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I primi dieci siti web per la consapevolezza della dislessia

di Emily Gibbons

Se stai appena iniziando il tuo viaggio per capire la dislessia o cercando di trovare strumenti di riferimento utili per diffondere la consapevolezza della dislessia, hai bisogno di un elenco di go-to (di informazioni dirette).

Ho parlato con un sacco di insegnanti in classe nel corso degli anni che vogliono davvero conoscere la dislessia; perché? Indovinate il motivo?
I loro professori (degli insegnanti, quelli che insegnano ad insegnare) (n.d.r.), non hanno mai affrontato il tema della dislessia  in nessuno dei loro corsi di formazione degli insegnanti.
E non è colpa loro.
Si tratta di un problema sistemico con i college e le università che ha bisogno di un serio cambiamento.

Cercare online siti ben rispettati e informativi sulla dislessia a volte può essere un po' difficoltoso. 

Ho portato questa la ricerca e le  mie riflessioni qui per voi sul sito.

Ecco i siti TOP TEN per diffondere la consapevolezza della dislessia!

Il seguente elenco di siti web è inestimabile.
- Se ...

  • Siete genitori: condividete questo elenco con un familiare, un amico o un insegnante
  • Sei un insegnante: condividi questo elenco con un amministratore scolastico (preside ecc..) , un amico, un genitore o un collega
  • Sei un amministratore della scuola: condividi questa lista con il tuo personale o le tue famiglie
  • Sei un tutor: condividi questo con famiglie, colleghi o amministrazione scolastica locale
  1. International Dyslexia Association: L'IDA è il tuo sito di go-to per tutto ciò che riguarda la dislessia, le opportunità di sviluppo professionale, le conferenze e la ricerca di un elenco di professionisti addestrati per assistere i bambini con dislessia. Se ti iscrivi come membro, ti invierà un fantastico abbonamento alla rivista che esce più volte all'anno.
  2. Dyslexia Help University of Michigan “Il nostro obiettivo è quello di aiutare le persone con dislessia, così come genitori, datori di lavoro e professionisti di tutti i tipi che hanno il privilegio di lavorare con dislessici, acquisire nuove conoscenze sulla dislessia e sulla disabilità del linguaggio, compresi i risultati della ricerca in corso e come progettare contesti di intervento basati sulle migliori pratiche”. Questo sito è estremamente completo. Assicurati di controllare le FAQ e la sezione Strumenti.
  3. Understood Questo sito è dedicato a diffondere la consapevolezza su una varietà di sfide di apprendimento, non solo dislessia. Ospitano chat dal vivo con professionisti e offrono tonnellate di consigli pratici per le famiglie. Assicurati di controllare le loro simulazioni online.
  4. Lexercise è un sito che offre servizi, ma l'ho incluso perché ha un test di screening dislessia che si consiglia di controllare prima di decidere di procedere con eventuali test approfonditi e formali condotti da un professionista addestrato ed esperto.
  5. The Yale Center for Dyslexia and Creativity Probabilmente non sai che il libro che ha cambiato la visione sulla dislessia, rivoluzionario, Overcoming Dyslexia è stato scritto dal professore di Yale, Dr. - Sally Shaywitz. Come forse non conosci il continuo impegno di Yale nell’educare le famiglie e gli educatori sulla dislessia; Yale ha un sacco di schede informative e aggiornamenti sulla legislazione sulla dislessia.
  6. The Reading Well  offre informazioni sui programmi di lettura e sui programmi offerti dallo stato. Il Manuale dei genitori è uno strumento meraviglioso che puoi acquistare e scaricare sul sito.
  7. Bright Solutions For Dyslexia  Susan Barton ha creato un sito oltre al suo programma per fornire informazioni sulla dislessia. Ci sono una marea di video gratuiti da guardare su questo sito.
  8. The Shut-Down Learner Dr. Richard Selznick presenta video, articoli e un eccellente podcast su questioni di apprendimento, lettori in difficoltà, il processo di test di screening e la difesa della dislessia. Assicuratevi di ascoltare questo!
  9. The Dyslexic Advantage  missione di questo sito è “promuovere l’identità positiva, la comunità e il raggiungimento delle persone dislessiche concentrandosi sui loro punti di forza”. Questo sito pubblica gli ultimi articoli ricercati e ha una newsletter mensile a cui iscriverti, che consiglio vivamente.
  10. Dyslexia Training Institute DTI pubblica utili post sul blog per educatori e famiglie. Offrono una varietà di opportunità di sviluppo professionale in formati online.

NOTA: Oltre ai siti che diffondono la consapevolezza, potresti volere una fonte attendibile per familiarizzare con la legge sull'istruzione speciale, la difesa e la legislazione negli Stati Uniti. Ti incoraggio vivamente a controllare WrightsLaw per questo scopo.

martedì 19 marzo 2024

Usa la parola Dislessia

 Riporto qui una mia traduzione in italiano di un articolo in inglese che trovate in originale qui :
https://www.dyslexia.yale.edu/dyslexia/use-the-word-dyslexia/

The Yale Center for Dyslexia & Creativity  è il centro dedicato agli studi
e alle best practices sulla dislessia dell'università di Yale,
una delle migliori università americane, in Connecticut.

Il loro sito è questo: https://www.dyslexia.yale.edu/

  


 

Ecco la traduzione, senza commenti personali.

Home >Dislessia >Usa la parola Dislessia

Le politiche a tutti i livelli di governo, ma soprattutto nei distretti scolastici, spesso oppongono resistenza nel definire la dislessia come una disabilità specifica, rendendo più difficile identificare e aiutare le persone dislessiche. 

Ma usare la parola stessa, insieme ad aiutare a comprenderne il significato, è fondamentale per fornire supporto e aprire opportunità a coloro a cui è stata diagnosticata la dislessia o che mostrano segni di disabilità.

"La dislessia ha un significato specifico, altamente rilevante ed esplicativo", afferma la dottoressa Sally Shaywitz.
“Offre un linguaggio comune, facilitando la comunicazione tra individui dislessici, educatori, medici, scienziati e genitori."

“Per chi soffre di dislessia, sapere di essere dislessico fornisce una direzione e un punto di partenza per l’autodifesa e l’adattamento.
Li aiuta a sentire che non sono soli, ma che fanno parte di una comunità di dislessici alle prese con lotte simili.
Possono guardare ad altre persone con dislessia che hanno successo e sapere che possono fare lo stesso.
Sviluppano una maggiore consapevolezza di sé riguardo alle sfide specifiche che devono affrontare e a cosa possono fare per avere successo, invece di dare per scontato che siano stupidi o pigri.
E possono imparare a identificare e utilizzare i propri punti di forza sia a scuola che, più tardi, sul posto di lavoro, portando le loro migliori risorse nel lavoro da svolgere, sapendo quali compiti delegare e quando concedersi un po’ di tempo extra”.

Nelle scuole, l’uso della parola dislessia consente inoltre
a educatori e genitori di elaborare piani chiari
e servizi di supporto su misura per rispondere ai bisogni
degli studenti dislessici.

"La conoscenza delle basi cognitive della dislessia
indica quali sintomi cercare in modo che i sintomi della dislessia
in classe (e a casa) siano notati e riconosciuti piuttosto che,
come accade attualmente, ignorati o trascurati",
afferma il dottor Shaywitz.

“Questa maggiore consapevolezza e comprensione della dislessia
e del suo impatto andrà a beneficio sia dell’insegnante
che dello studente, sia nell’insegnamento della lettura
che nel clima e negli atteggiamenti all’interno della classe”.

La dislessia dovrebbe essere riconosciuta non solo dalle scuole
e dai gruppi di sostegno agli studenti,
ma attraverso una politica pubblica che riconosca i milioni di bambini
e adulti che sono dislessici e hanno bisogno di ricevere
i servizi basati sull’evidenza che meritano e di cui hanno bisogno.

Ecco alcuni suggerimenti per incoraggiare l’uso della parola “dislessia”:

Se ti è stata diagnosticata la dislessia, usa questa parola quando parli della tua specifica disabilità.
Usare semplicemente la parola stessa può portare un senso di conforto, fiducia e identità.
Gestisci la tua dislessia.
Parlane e non aver paura di chiedere aiuto.
Per insegnanti e genitori, essere consapevoli che l’istruzione, l’intervento e i servizi correlati devono essere basati
sui bisogni unici del bambino come individuo affetto da dislessia.

Usare un termine ampio come “difficoltà di apprendimento”
invece della parola dislessia rende il tutto molto più difficile.

Non utilizzare mai termini nemmeno meno specifici
come “differenze di apprendimento”.

Usare dislessia come termine che segue lo studente di anno in anno
aiuta ogni insegnante a fornire continuità nei supporti e negli adattamenti.

Segui l’esempio di tante persone di successo che si definiscono apertamente dislessiche.
Leggi le loro storie qui. (in inglese)


Ogni commento è benvenuto.
 

Massimo

FormazioneDislessia.it

 

 

 

 

lunedì 4 marzo 2024

Stelle sulla terra : Un film da rivedere e da riproporre

I film sulla dislessia non sono tanti, anzi diciamo che sono pochissimi. 

Ogni tanto viene realizzato qualche "documentario" e, se parliamo di documentari,

forse la storia cambia, ma di poco.

Se invece parliamo di film, siamo veramente in pieno deserto, con poche oasi, ancora troppo rare.

Oggi voglio ricordare il film che tra tutti probabilmente meriterebbe l'Oscar: 


 

 

Stelle sulla terra.

Trovate tutto qui su wikipedia : https://it.wikipedia.org/wiki/Stelle_sulla_terra_(film)   

Purtroppo la sua lunghezza (quasi tre ore) e il realismo all'interno di una famiglia indiana di oggi

lo hanno relegato tra i "film d'essai" e non viene quasi mai riproposto sulle reti generaliste, 

ma lo si può ancora ritrovare in una versione ridotta e in Italiano su youtube:

https://www.youtube.com/watch?v=gPCGt6Hz9XI

 

Qui potete vedere  un piccolo brano che illustra il "cuore" del problema:  

https://www.youtube.com/watch?v=-PGPXuktEIc

 Ha già 14 anni, è del 2007, ma credo sia estremamente attuale e non andrebbe dimenticato.

Qualsiasi commento da chi lo scopre o lo riscopre ora è benvenuto.


Buona visione e buone riflessioni


Massimo

Formazionedislessia.it

domenica 25 febbraio 2024

#Non siamo soli : uno spazio per crescere insieme, da soli.

 #Non siamo soli : 

Articoli, video, post, link 
e tante altre cose utili a capire

Questo spazio, sul sito e nel Blog, sarà uno spazio leggero, con solamente dei  link a cose utili al formatore e, speriamo, anche ai dislessici e ai loro compagni di strada.  

https://www.formazionedislessia.it/soluzioni-pratiche/non-siamo-soli/

Benvenuti.

Massimo

FormazioneDislessia.it

AI ( Intelligenza artificiale) Aziende e Dislessia: prime crepe nel soffitto di cristallo

Qualcosa comincia a muoversi: https://www.axa-im.it/ricerca/investment-institute/trend-futuri/tecnologia/ia-piu-talenti-neurodiversi-le-azie...